L’inizio del cammino, 1971

CINEMA DI IERI PRESENTA “L’INIZIO DEL CAMMINO” DI NICOLAS ROEG 

linizio-del-cammino-locandina (1)L’inizio del cammino (Walkabout) è un film del 1971 diretto da Nicolas Roeg. La storia è ispirata al romanzo La grande prova di James Vance Marshall. Nicolas Roeg è un regista e direttore della fotografia britannico. Prese parte alla realizzazione di Lawrence d’Arabia e, successivamente, fu il direttore della fotografia in diversi film, tra cui Farenhait 451 di François Truffaut. La sua prima opera da regista fu Sadismo, in cui Mick Jagger interpretava il ruolo da protagonista, a cui seguì, l’anno successivo, L’inizio del cammino.

Il film è ambientato in Australia e nella parte iniziale viene presentata, con numerose inquadrature ed un montaggio rapido e caotico, la vita in una tipica cittadina australiana. Lo sguardo del regista si sofferma su una famiglia in particolare: i bambini, tornati da scuola, si mettono a giocare in piscina mentre il padre li osserva dalla finestra con un bicchiere di whisky in mano; accanto a lui, la madre è impegnata in cucina. L’espressione del padre è poco rassicurante, qualcosa non va…

Successivamente, si cambia completamente scenario. Ci troviamo nell’entroterra australiano. Il padre ha portato i figli, un bambino piccolo ed una ragazza adolescente, a fare una scampagnata. Appena arrivati, la ragazza inizia a preparare la tavolata per un picnic, mentre il bambino si mette a giocare con una pistola ad acqua. A questo punto, il padre improvvisamente impazzisce e reagisce al gioco del figlio, sparando però con un pistola vera. I due ragazzi riescono a sfuggirgli e si allontanano, mentre il padre incendia la macchina con cui sono arrivati e preme per l’ultima volta il grilletto, questa volta puntando la rivoltella verso di sé.

I due fratelli si trovano, quindi, a vagabondare nel deserto australiano, sotto al sole cocente, senza cibo né acqua, nel loro disperato tentativo di tornare a casa. Fortunatamente, i due incontrano un aborigeno. Quest’ultimo si trova nel bel mezzo del suo “walkabout”. Si tratta di un rito di passaggio in cui i giovani abbandonano la propria famiglia ed intraprendono da soli un viaggio per il deserto. Il giovane aborigeno mostrerà ai due ragazzi come sopravvivere nella natura selvaggia. Tra lui e il bambino si creerà un forte legame. Mentre, quello che si formerà tra l’aborigeno stesso e la ragazza, anche lei adolescente, sarà di natura diversa e più problematico…

Vi è un evidente contrasto di culture tra l’aborigeno e i due fratelli; quindi, tra la vita selvaggia e la natura, da una parte, e la civiltà ed il progresso, dall’altra. Il regista non sembra volersi schierare né dall’una né dall’altra parte. Tuttavia, la città, così com’è rappresentata all’inizio del film, presenta un carattere impersonale e caotico che risulta ancora più manifesto, quando si evidenzia il contrasto con le immagini maestose e solenni del paesaggio australiano che racchiudono animali che vivono liberamente, oasi incontaminate e orizzonti frastagliati da rocce e piante in cui si intravedono tramonti magnificamente incorniciati. A queste immagini grandiose, però, se ne contrappongono altre che evidenziano il carattere brutale e selvaggio della natura, quali il deserto secco ed inospitale, la continua lotta per la sopravvivenza e, quindi, la crudezza delle scene dove animali divorano altri animali.

L’inizio del cammino ha numerose chiavi di lettura: può essere considerato una storia d’amore tra due adolescenti, una critica della civiltà moderna oppure, ancora, una storia di formazione e perdita d’innocenza. In conclusione, però, ne traspare netta l’immagine pessimistica dell’uomo come essere irrimediabilmente legato alla propria educazione ed incapace ad interagire in contatto con ambienti estranei.

Alla profondità della storia e dei temi trattati, si aggiunge la splendida fotografia e la musica abilmente composta da John Barry. Il risultato è un film estremamente interessante e coinvolgente che ha, allo stesso tempo, un forte impatto visivo ed emotivo. Un vero classico del cinema.

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