Le ricette della signora Toku e i dorayaki

LA RICETTA DEI DOLCETTI GIAPPONESI TANTI CARI ANCHE A DORAEMON

185550216-f412d765-f6e1-44b2-ad2f-0fc48ed4c1a9La cucina può diventare un modo per conoscersi ma soprattutto per curare le proprie ferite. Questo è quello che ci insegna un film in questi giorni in sala, Le ricette della signora Toku diretto da Naomi Kawase.

La storia si svolge intorno a un chioschietto di dorayaki, dove i tre personaggi intessono rapporti che col tempo si rafforzano. Generazioni diverse, caratteri contrastanti con trascorsi differenti per queste tre vite: in primis c’è la signora Toku, anziana col sogno di far provare a tutti la sua salsa an e che per questo desidera oltre ogni cosa di poter lavorare nel chioschetto; Sentaro, proprietario del chiosco, svolge il suo lavoro per obbligo e non per diletto, costretto dal debito che ha contratto a causa dell’alcol; infine la giovane dolce Wakane, cliente fissa e amante del dolce, alla ricerca di una nuova stabilità.

Come poter convincere un uomo indurito dalla vita a farsi assumere? Offrendogli la cosa più di valore in suo possesso: così la signora Toku fa assaggiare a Sentaro la sua marmellata di fagioli rossi azuki, cucinata come fa da cinquant’anni secondo una preparazione che richiede cuore, pazienza, passione e tempo; un tempo che scorre scandito dai ciliegi in fiore che ci ricordano quanto bello sia il Giappone nonostante la frenesia della vita moderna, tanto in contrasto con la calma necessaria nella preparazione della salsa an, fatta di una gestualità quasi poetica. Un piatto in questo modo diviene il veicolo dell’unione sempre più stretta tra i tre, e soprattutto ha il potere di curare le ferite delle loro esistenze.

Finalmente, parlando di cucina giapponese, non c’è solo il solito sushi, ma qualcosa di diverso che non tutti conoscono, per questo non meno gustoso. Ma non è la prima volta che i dorayaki fanno la loro comparsa sul grande (e piccolo) schermo. Chi non ricorda il gatto robot Doraemon, venuto dal futuro in aiuto del piccolo Nobita, e ghiottissimo, anzi pazzo di questo dolcetto?

Ma soprattutto non sono per niente difficili da cucinare, e allora perché non provare?

Molto simili a dei pancakes, i dorayaki sono buoni anche con cioccolata, crema o frutta. Ecco come prepararli secondo la ricetta dello chef giapponese Hirohiko Shoda.

Ricetta

dorayaki-ricettaIngredienti per le frittelle:
3 uova
una tazza di farina
2/3 di una tazza di zucchero
3 cucchiai di acqua
mezzo cucchiaino di lievito
olio per ungere la padella

Ingredienti per la salsa an:
1 tazza di fagioli rossi giapponesi (azuki)
8 tazze di acqua
1/3 di una tazza di zucchero

Procedimento:
Si inizia dalla salsa. Versate i fagioli in un pentolino con 4 tazze di acqua, mettete sul fuoco e portate a ebollizione. Togliete dal fuoco, scolate e ripetete il procedimento dall’inizio con altre 4 tazze di acqua, stavolta facendo cuocere per almeno un’ora a fuoco lento. Quando i fagioli iniziano a rompersi aggiungete lo zucchero e mescolate il composto finché non diventa una bella crema densa. Una volta pronta togliete dal fornello e lasciate raffreddare.

Ora si può passare alle frittelle. Si inizia sbattendo le uova e aggiungendo pian piano la farina senza mai smettere di mescolare. Quando il composto è omogeneo aggiungete lo zucchero e il lievito sciolto nei 3 cucchiai di acqua. A questo punto è tutto pronto per la cottura. Scaldate la padella precedentemente unta e versate tanta crema delle frittelle da permettere la formazione di due dischi alti mezzo centimetro e larghi dieci. Lasciate cuocere finché non compaiono delle bollicine in superficie. Ora bisogna girare la frittella far cuocere anche l’altro lato.

Una volta pronte e raffreddate, spalmate la salsa an come farcitura fra i due dischi di frittelle.

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