Paranoid Girls: un film di Pedro Del Santo

PERDIZIONE E OSCURI INTRIGHI NEL MONDO DELLA MODA DELL’INDIE SPAGNOLO

poster paranoid girlsNel nostro consueto giro del mondo in cerca delle più succose novità offerteci dal cinema indipendente, ci trasferiamo stavolta nella vicina terra iberica, patria di questo Paranoid Girls diretto dall’emergente Pedro Del Santo, che per fortuna (o purtroppo, a seconda dei gusti) non ha nulla a che vedere con la “nostra” Lory, per quanto si possano paradossalmente trovare delle somiglianze tra le modelle tormentate del primo e quelle più “dissolute” della cerchia di The Lady, ovviamente solo concettualmente.

Ambiente della pellicola, infatti, è il mondo nella moda, spogliato in tutte le sue ipocrisie e corruzioni morali. Le protagoniste sono così Ana, Paula e Veronica, desiderose di intraprendere con successo il lavoro di modelle. Ben presto dovranno fare i conti col lato oscuro che si nasconde dietro le promesse di “soldi facili” che circondano le passerelle e le conseguenti luci della ribalta. Gli eventi precipiteranno quando le tre ragazze faranno la conoscenza di un perfido fotografo che trascina le modelle in un profondo abisso di perdizione. Un’esperienza da cui finiranno per trarre giovamento, imparando il valore dell’amicizia e delle semplicità della vita, dicendo quindi addio a quel mondo malato.

Il cast tutto spagnolo e femminile è formato dal trittico di interpreti Mairen Muñoz (Ana), Marta Mir (Paula) e Patricia Valley (Veronica). Gli uomini, invece, fautori principali della loro “corruzione” sono impersonati da Angel De Miguel (Andrès) e Ántonio Ibàñez  (Miguel). Questo scontro tra sessi, in primis, e tra dubbie moralità, poi, deve la sua messa in scena alla penna della sceneggiatrice Helena Montesinos, seguita ovviamente dal filmaker Pedro Del Santo. Il regista è al suo primo lungometraggio, dopo il corto Esquizofrenia, datato 2012, trionfatore al Festival Internazionale dei Corti della California.

Con alla base ambizioni da Oscar, l’indie Paranoid Girls, può ricordare, a una prima occhiata lo stile da commedia dissacrante tipicamente spagnola, con un occhio di riguardo, in particolare, a quelle più stravaganti e spensierate di Pedro Almodovar, forse perché in fondo il più celebre e internazione degli autori iberici (e perciò primario riferimento per lo spettatore straniero). Ma come sappiamo, vedi il caso del purtroppo sconosciuto ai più Nacho Vigalondo, talenti artistici differenti dai soliti nomi la vicina penisola ne ha da offrire, basta concedergli i dovuti spazi e riconoscimenti, lì dove se ne ritrova il merito.

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