We’ll Never Have Paris: Missing in Italy

IL DEBUTTO ALLA REGIA DI HOWARD WOLOWITZ INSIEME A SUA MOGLIE

We'll_Never_Have_Paris_film_posterGENERE: commedia

DURATA: 89 minuti

VOTO: 3 su 5

Un attore che intraprende la carriera da regista, passando quindi dietro la macchina da presa non è affatto inusuale nella storia del cinema, ancor meno a Hollywood. L’ultimo esempio è stato quello di Tom McCarthy che nella recente cerimonia degli Oscar ha visto trionfare come Miglior Film il suo Il caso Spotlight. We’ll Never Have Paris diventa però singolare in primis perché a dirigerlo è uno dei membri del cast più pagato della televisione, ossia Simon Helberg di The Big Bang Theory, poi perché lo fa insieme alla propria moglie, Jocelyne Towne, basandosi inoltre sulla loro reale storia d’amore, nell’anno in cui diventeranno genitori per la seconda volta.

We’ll Never Have Paris rovescia ironicamente una delle più famose battute del cult Casablanca (“We’ll Always Have Paris”), puntualizzando fin da subito quale sarà il tono della pellicola. Quinn e Devon sono una coppia fin dai tempi del liceo. Lui ora lavora in un negozio di fiori mentre lei insegna in un università locale. La loro relazione entra in crisi quando l’affascinante collega di Quinn, Kelsey, gli confessa di essersi innamorata di lui, mettendolo in piena difficoltà con Devon, la quale capisce che qualcosa non va e quindi che c’entra l’avvenente ragazza, troncando immediatamente il rapporto. Una volta che Quinn capisce di non desiderare altro che stare con Devon, intenzionato a farle la proposta, scoprirà però che lei si è trasferita a Parigi, dando il via ad una folle corsa atta a riconquistarla.

La pellicola segna il debutto alla regia per Simon Helberg, autore anche della sceneggiatura, nonché attore protagonista. A differenza di sua moglie, Jocelyne Towne, alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa, la quale però viene impersonata da un’altra attrice, ovvero Melanie Lynskey. Tanti i volti provenienti dalla tv nel restante cast, in primis la causa della discordia, la procace Kelsey, interpretata dalla bellissima Maggie Grace, ex-star di Lost e di Californication. L’equivalente maschile di lei, che sedurrà la vita parigina di Devon, è invece Ebon Moss-Bachrach, protagonista proprio in questi giorni dello show Girls di Lena Dunham. Chi invece ha ormai compiuto da tempo il grande salto è Zachary Quinto, qui in veste del migliore amico di Quinn, mentre si registra la presenza, tra gli altri, anche di Alfred Molina, lui sì stabilmente nel giro del grande schermo.

Di educazione ebraica anche nella vita “vera”, Simon Helberg non si esime dal rappresentare quell’ironia tipicamente jewish pure questa volta (impersonava un rabbino già in A Serious Man dei fratelli Coen, oltre ovviamente al celebre personaggio di Howard Wolowitz) anzi, trattandosi in fondo di se stesso, potremmo dire ora più che mai. Fin dalle sue fondamenta perciò, si può comprendere benissimo quanto We’ll Never Have Paris sia una pellicola fortemente personale. Eppure questa rischiosa commistione tra realtà e finzione riesce ad essere soprattutto fresca e divertente, prestandosi quindi al meglio alle esigenze cinematografiche, rivelandosi innanzitutto una buona e sana commedia, prima che il racconto della storia d’amore dei suoi autori. Dettaglio, però, che aiuta a caratterizzare un film, altrimenti classico e abbastanza tradizionale, dandogli quel tocco in più di inguaribile romanticismo, apprezzabile e suggestivo proprio perché per una volta assolutamente “vero”.

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