13 Minutes: Missing in Italy

LA STORIA DI GEORGE ELSER, L’UOMO CHE ATTENTÒ ALLA VITA DI HITLER

13 minutes posterGENERE: storico, drammatico

DURATA: 114 minuti

VOTO: 3,5 su 5

Quando in un film o in una serie tv c’è un viaggio nel tempo, che siano i Griffin o Futurama, Doctor Who o Misfits, prima o poi capita che si tenti di uccidere Adolf Hitler. Quentin Tarantino nel suo Bastardi Senza Gloria l’ha fatto (e non con una certa soddisfazione), ma nella storia c’è qualcuno che davvero ci è andato vicino (come sappiamo, Hitler è invece morto suicida il 30 Aprile del ’45, a fine guerra, in una Berlino assediata dagli Alleati). Quell’uomo era George Elser, che nel Novembre del 1939 fallì un attentato alla vita del Führer, mancandolo però di, per l’appunto, 13 Minutes.

Il film prende il via proprio da quel Novembre del ’39, quando George Elser, dopo aver piazzato una bomba all’interno della colonna di una birreria a Monaco di Baviera (ossia dove in quel giorno sarebbe dovuto passare Hitler), viene intercettato e catturato mentre sta tentando di passare il confine verso la Svizzera neutrale. Da lì a poco scopre amaramente di aver fallito anche nella sua impresa più importante, poiché la bomba esplode ma manca di colpire Hitler per soli tredici minuti. Partono così le indagini, da parte dei servizi di sicurezza tedeschi, sul conto di Elser, cercando di scoprire chi l’ha aiutato, fino a trovare e minacciare i membri della sua famiglia. Passo dopo passo, scena dopo scena, si delinea così la storia di colui che oggi è ricordato come un eroe della resistenza tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale.

13 Minutes (in originale Elser – Er hätte die Welt verändert) è diretto dal tedesco Oliver Hirschbiegel, il quale può dirsi abbastanza  avvezzo ad una simile tematica, visto che era suo anche  La Caduta – Gli ultimi giorni di Hitler, film che l’ha reso celebre e permesso di sbarcare negli USA con Invasion (suo, infatti, il recente Diana – La storia segreta di Lady D. con Naomi Watts). Quest’ultimo, quindi, segna il suo ritorno in patria, che nello scorso Festival di Berlino l’ha celebrato con una proiezione fuori concorso, mentre ha mancato di un soffio la nomination agli Oscar come Miglior Film Straniero (scartato per la shortlist finale). Nella parte del protagonista George Elser, troviamo l’attore, sempre tedesco, Christian Friedel, mentre a firmare la sceneggiatura è il duo Fred e Léonie-Claire Breinersdorfer.

Esattamente come per il citato precedente del regista La Caduta, la particolarità di 13 Minutes, rispetto ai numerosi film riguardanti l’epoca della Seconda Guerra Mondiale, sta nel suo essere innanzitutto un film tedesco, in tutte le sue componenti, dalla produzione alla sceneggiatura, dal regista al cast, Siamo infatti sempre abituati a versioni e punti di vista esterni, prevalentemente americani, almeno limitandoci ai tempi relativamente recenti; perciò quando ci si trova di fronte ad una messa in scena “germanica”, non si può che essere attratti dal fattore culturale così “diverso” rispetto al solito, eppure allo stesso tempo centrale e pressoché unico storicamente parlando. Se poi dietro c’è una produzione di tutto rispetto, uno script più che intrigante e una messa in scena all’altezza, allora la “solita” pellicola sull’ascesa del nazismo e l’avvento del Terzo Reich emerge nella massa, entrando di diritto nella lista tra quelle da non farsi scappare, per avere una visione più chiara e il più possibile multilaterale di uno dei periodi più controversi della Storia.

 

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