Captain America – Civil War: recensione

TUTTI CONTRO TUTTI NEL COLOSSALE TERZO EPISODIO DELLA SERIE DI CAPTAIN AMERICA, UN CROSSOVER SENZA PRECEDENTI

captain-america-civil-war-final-poster-1GENERE: azione, cinecomic

DURATA: 146 minuti

USCITA IN SALA: 4 maggio 2016

VOTO: 4 su 5

Los Angeles, New York, Sokovia, e ora Lagos: quante volte le azioni degli Avengers hanno causato morte e distruzione, seppur compiute in difesa della Terra? Il governo americano e altri 116 Stati del mondo decidono che uomini così potenti non possono essere lasciati liberi, ma devono essere gestiti dall’alto. Tony Stark e compagni vengono quindi messi davanti a un bivio: sottostare alla volontà delle potenze mondiali, passando da organizzazione privata a sentinelle su richiesta, oppure opporsi e per questo diventare dei criminali. A tutto ciò si aggiunge un nuovo sconosciuto nemico che riesce a far ricadere le colpe delle proprie azioni su Bucky Barnes, causando una crepa ancor profonda tra chi vorrebbe catturare Winter Soldier e chi invece prova con tutte le forze a salvarlo.

Captain America – Civil War prende avvio dalla fondamentale decisione che porta i vendicatori a prendere due strade diverse: da una parte il team Tony Stark/Iron Man, che con Natasha Romanoff/Vedova Nera, Visione e James Rhodes/War Machine, decide di firmare l’accordo di collaborazione con i governi, mentre al fianco di Steve Rogers/Captain America ci sono Clint Barton/Occhio di Falco, Sam Wilson/Falcon e Wanda Maximoff/Scarlet che vi si oppongono. In virtù di ciò la prima parte del nuovo cinecomic firmato dai fratelli Russo rimane principalmente parlata, mentre nella seconda l’azione non si risparmia.

captainamericacivilwar-slideCaptain America – Civil War è un crossover come non se ne erano mai visti prima, che riesce a inglobare tantissimi personaggi del mondo Marvel in un’unica pellicola, e a dare ad ognuno, più o meno, il giusto spazio e importanza (anche se Clint Barton è ormai rilegato al ruolo di genitore/marito, causa Age of Ultron). Non si sente la mancanza dei grandi assenti (Thor e Hulk), e i due schieramenti si estendono fino a coinvolgere, oltre a quelli prima elencati, altri eroi già visti in precedenza, come Scott Lang alias Antman (ancora col volto di Paul Rudd) che interviene a favore di Captain America; ma a far parlare del film negli ultimi mesi sono state le new entry, entrambe per Iron Man.

La prima è il re T’Challa, uomo composto, serioso e determinato interpretato da Chadwick Bozeman, che veste la tuta di Pantera Nera, ma soprattutto la seconda novità è l’atteso nuovo Spider-Man interpretato da Tom Holland, che regala alcuni dei momenti più divertenti della pellicola sia nella sua prima conversazione con Stark nella sua casa nel Queens, sia durante la battaglia. Dimenticate i vecchi Uomo Ragno: Holland racchiude l’umorismo tipico del ragazzo adolescente, meno complessato di quello di Tobey McGuire, più convincente di Andrew Garfield.

Perché, come da sempre fa la Marvel, non si rinuncia all’ironia e allo humor, utilizzando espressioni e battute ben distribuite lungo le due ore e mezza di film anche per sdrammatizzare momenti di tensione, come quello della battaglia in aeroporto (il momento più corale del film). E non mancano le emozioni e i sentimenti: assistiamo a un avvicinamento tra Visione e Wanda Maximoff, un po’ in ombra resta quello tra Steve Rogers e Sharon Carter (la mancanza di chimica tra Evans e VanCamp si sente purtroppo); al centro della storia c’è comunque lui, Captain America. È passato del tempo da The First Avenger, Steve è cambiato, assume toni più dark, ma non dimentica l’amico Bucky Barnes e il loro rapporto è al centro del film – finendo per ‘ingelosire’ Tony Stark.

Per quanto sarebbe potuto essere facile prendere la strada sbagliata, confondere e intrecciare nel modo sbagliato i numerosi personaggi e i tanti fatti coinvolti nella storia, tutto rimane incredibilmente ordinato e lineare. Il film è di grande intrattenimento con un ritmo che non cede mai e che fa uso di effetti incredibili. Ma non si rintana solo nella spettacolarità visiva, in quanto indaga anche alcuni valori umani come l’amicizia e la famiglia: cosa si è disposti a fare per non perdere una persona cara, e cosa invece si arrivare a fare quando non c’è più? Insomma, la Marvel ha fatto nuovamente centro, superando le pellicole precedenti e portando sul grande schermo un film che ad oggi è il più maturo del genere.

I fratelli Russo continuano lo straordinario lavoro svolto in The Winter Soldier, che è finora la pellicola Marvel più riuscita sotto gli aspetti politici e sociali. Con Civil War, i due registi rimediano agli errori di Joss Whedon e del suo Avengers: Age of Ultron, riportando i personaggi in characters, collegando gli eventi di tutte le altre pellicole Marvel, e riuscendo a realizzare un puzzle perfetto, già proiettato verso Infinity War.

Eleonora Materazzo & Verdiana Paolucci

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