Vincitori e vinti,1961

“VINCITORI E VINTI”, STANLEY KRAMER E I PROCESSI DI NORIMBERGA

locandinaSette giudici, di cui quattro seduti nel banco degli accusati. Werner Lampe, ormai un vecchio che piange leggendo la bibbia nella propria cella, un vecchio che ha profittato della proprietà di ogni uomo che ha mandato nei campi di concentramento. Friedrich Hofstetter, il “buon tedesco” che ha semplicemente eseguito gli ordini. Emil Hahn, il patriota bigotto, corrotto e ossessionato dalla propria malvagità. Ed infine, Ernst Janning, il teorico della giurisprudenza e difensore della giustizia; rispettato professore e giurista prima dell’avvento nazista e ministro della giustizia durante il regime.

Questi quattro giudici si trovano ad essere a loro volta giudicati per la loro collaborazione con il governo nazista. Questi quattro imputati saranno messi di fronte a tre giudici statunitensi. Uno di questi è Dan Haywood, da un anno in pensione, arrivato direttamente dall’America per il processo. Non la prima scelta del governo americano, non la seconda, neanche la decima. Come dice lui stesso:” Hitler è andato, Goebbels è andato, Goering è andato, suicidato prima che potessero giustiziarlo. Ora tocca giudicare i medici, gli uomini d’affari e i giudici. Alcune persone credono che non debbano essere giudicati affatto.

Insomma, un processo scomodo. Ancora di più se si pensa al nascente conflitto tra Usa e Urss e l’importanza della Germania nella Guerra Fredda che si sta già sviluppando. Non mostrare alcuna pietà agli accusati potrebbe mettere in cattiva luce l’intero governo statunitense. Il dramma del film si svolge in tribunale dove Richard Widmark, nei panni del colonnello americano e prosecutore dell’accusa, accusa con decisione ed indignazione gli uomini sotto processo. Mentre la loro difesa, un consulente legale tedesco interpretato magistralmente da Maxhimilian Schell – interpretazione che è valsa all’attore il premio Oscar -, tenta tenacemente di difendere i suoi clienti e tramite loro l’intero popolo tedesco.

Vincitori e vinti è un film del 1961 diretto da Stanley Kramer. E’ stato uno dei primi film sull’Olocausto e sui processi di Norimberga. I processi di Norimberga sono stati una serie di tribunali militari condotte dalle forze alleate contro funzionari militari e amministrativi e imprenditori privati della Germania nazista. In particolare, Stanley Kramer si è ispirato al processo ai giudici avvenuto nel 1947 dove dieci su quattordici imputati furono dichiarati colpevoli e quattro di questi furono condannati al carcere a vita.

Il film affronta una delle questioni più sensibili circa uno degli eventi più drammatici della storia contemporanea: l’Olocausto nazista. Quali sono i responsabili? Gli ufficiali di alto rango stavano semplicemente ubbidendo agli ordini? Era possibile per loro rifiutarsi? Il popolo tedesco sapeva cosa stava succedendo? Potevano fare qualcosa per interromperlo?

Vincitori e vinti è un film ricco di straordinarie interpretazioni. Oltre al già citato Maxhimilian Schell, il celebre attore Burt Lancaster è eccezionale nel ruolo del giudice nazista Janning. Il suo personaggio ha un viso duro segnato dalla dolorosa lotta interiore causata della consapevolezza delle proprie azioni. Un viso in cui si riscontra la dignità e la saggezza di un tempo, sciupato, però, dalla vergogna ed impotenza attuale. Va ricordata anche l’abile interpretazione di Spencer Tracy nei panni di Dan Haywood. E infine, le interpretazioni di Montgomery Clift come vittima della sterilizzazione forzata, e di Judy Garland come donna ariana accusata di avere relazioni con un ebreo.

Durante Vincitori e vinti, dalla durata di poco più di tre ore, si sollevano questioni complesse. Vengono poste domande importanti riguardo la responsabilità morale dei poteri politici e religiosi e sono presenti inquietanti riflessioni sulla debolezza dell’essere umano. Il film, però, si rifiuta di offrire risposte semplici e mantiene la propria imparzialità. Riesce, inoltre, ad appassionare lo spettatore attento, spingendolo a formare una propria opinione. Si tratta di una pellicola sconvolgente e di estremo valore morale e storico.

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