Holidays: Missing in Italy

UN GRUPPO DI REGISTI RIVISITA LE FESTIVITA’ IN CHIAVE HORROR

Holidays locandinaGENERE: horror

DURATA: 104 minuti

VOTO: 3 su 5

Un tempo esistevano i film “corali”, in cui i registi esploravano un preciso tema, storico o sociale che fosse, in modo più che mai autoriale e “impegnato”. Una pratica che col tempo si è trasformata in un piacevole divertissement, in cui ogni filmaker può far sfoggio, in un dato limite di tempo, della propria bravura tecnica  e narrativa, vedasi maestri in questo campo come Robert Rodriguez e Quentin Tarantino. Sotto questa luce nasce Holidays, che riunisce “ontologicamente” alcune delle maggiori menti pensanti dell’horror statunitense, con l’unico limite tematico di rappresentare una data festività, com’è deducile facilmente dal titolo.

L’esperimento di Holidays può dirsi ancor più estremo per il numero di “episodi” presentati, rispetto alla consueta forma. 104 minuti che raccolgono ben otto cortometraggi, corrispondenti ad altrettanti festività. Da un diabolico coniglietto pasquale ad un inquietante regalo per San Valentino, il folklore popolare che accompagna ora la festa di San Patrizio, ora quella della Mamma e del Papà, fino ai doverosi Halloween, Natale e Capodanno, viene così sviscerato e trasformato all’eccesso in salsa macabra e sanguinaria.

Scorrendo i nomi dei registi coinvolti, l’impressione è che sembrano esserci davvero “tutti” coloro che hanno segnato gli ultimi anni del genere, chi più chi meno, prescindendo ovviamente dall’effettiva qualità dei singoli prodotti offerti. Troviamo allora l’irlandese Gary Shore (Dracula Untold) naturalmente per San Patrizio, Scott Priest (Legion e, manco a farlo apposta, Priest) per Natale, Nicholas McCarthy (The Pact) per la Pasqua, e così. La maggior parte di loro, inoltre, vanta anni di gavetta “tecnica” per numerosi film, da cui deriva comunque l’ottima fattura visiva di ciascun corto. Nel marasma generale, infine, spicca ovviamente Kevin Smith, i cui ultimi lavori (Trusk su tutti) non hanno nulla da invidiare ai colleghi, oltre che evidenziare lo spirito con cui il film può esser stato realizzato.

Un divertissement, dicevamo, e gli stessi autori palesemente si divertono nel metterlo in scena, infilando citazioni e riferimenti ai classici del genere da loro più amati. Insieme a loro, giocano gli stessi attori, tra cui citiamo la presenza della figlia di Smith nel corto del padre, Harley Queen (come già successo in Trusk e nel prossimo Yoga Hosers, nei quali divide in entrambi i casi la scena con la figlia dell’amico Johnny Depp), e di Seth Green (Buffy, I Griffin) in quello di Natale, che sembra essere quello più riuscito. Holidays ha visto la sua premiere mondiale al celebre festival indipendente di Tribeca, per poi essere poi distribuito in edizione limitata e on demand, destino comune a tante produzioni simili. Ma se si è fan dell’horror, e seguaci dei registi, è sicuramente da non perdere.

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