La Disney avrà una principessa lesbica?

ELSA E LA SUA FIDANZATA PER IL SEQUEL DI FROZEN: TRA PETIZIONI E AVVERSIONE, LA POLEMICA CONTRO LA RICHIESTA AVANZATA ALLA DISNEY NON SI PLACA

Frozen-Fever_filmforlife Ci sarebbe qualcosa di male se in uno dei prossimi film d’animazione Disney, accanto alla principessa di turno, spuntasse una compagna invece del solito principe azzurro?

No, secondo molti fan del lungometraggio vincitore di due premi Oscar nel 2013, Frozen – Il regno di ghiaccio. La notizia del sequel era già stata annunciata lo scorso anno, proprio in corrispondenza con l’uscita nelle sale del corto Frozen Fever, che raccontava i preparativi per il compleanno di Anna a seguito della rottura dell’incantesimo che rendeva il regno di Arendelle prigioniero del ghiaccio.

I fan del film hanno lanciato su Twitter una campagna con l’hashtag #GiveElsaAGirlfriend, con lo scopo di richiedere alla Disney di fare di Elsa la prima principessa lesbica mai apparsa sul grande schermo; una campagna che ha ottenuto anche l’appoggio di Idina Menzel, cantante americana che le ha prestato alla bionda sovrana la propria voce, e ha dato il via a una serie infinita di illustrazioni e fotomontaggi che ritraggono Elsa e le altre principesse in atteggiamenti amorosi tra loro. Ma non tutte le reazioni sono state così euforiche e positive.

Non sono mancate infatti anche le posizioni contrarie alla proposta, ultima e più decisa quella di CitizenGO, comunità spagnola cristiana (la stessa associazione che un paio di anni fa aveva fatto ritirare dalle scuole italiane gli opuscoli Educare alla diversità a scuola, secondo cui gli insegnanti avrebbero dovuto introdurre negli esercizi di italiano e matematica anche esempi che prevedevano la presenza di famiglie con genitori omosessuali). Gli attivisti dell’organizzazione, schierati con l’ashtag #CharmingPrinceForElsa, hanno definito quella per una principessa omosessuale “un’insistente campagna mediatica” che “ha trovato largo consenso tra la stampa progressista statunitense e tra i paladini del politicamente corretto. […] Chiediamo alla Disney di non lasciarsi influenzare dall’agenda degli ideologi del gender e, molto semplicemente, di far realizzare a Elsa uno dei sogni innocenti delle bambine di tutto il mondo: trovare un Principe Azzurro che la ami con tutto il cuore”.

Ma bisognerebbe riflettere più accuratamente su un’eventualità: quello a cui porterebbe questa nuova coppia non è la paura di “un mondo dove milioni di bambine vivono nell’adorazione di un eroina che fa coming out e si innamora di un’altra donna”, ma una maggior consapevolezza verso una situazione che sempre più persone e bambini si trovano a vivere, e il film in questo senso aiuterebbe ad essere più tolleranti fin dalla tenera età e a vivere con maggior normalità e sensibilità queste differenze e queste preferenze sessuali.

Su questa strada, il primo passo è stato fatto proprio quest’anno dalla DreamWorks, che con il suo Kung Fu Panda 3 ha presentato per la prima volta in cartone d’animazione una famiglia composta da figlio e due papà. Nonostante non ci fosse alcuna allusione alla sessualità dei personaggi, e fra i due padri non vigesse alcun rapporto d’amore, la scelta è stata comunque molto criticata e attaccata, se non altro perché arrivata al cinema in concomitanza con l’acceso dibattito sulla stepchild adoption che scaldava l’Italia.

La House of Mouse non si è ancora pronunciata sul futuro di Elsa nel sequel di Frozen, e forse non si saprà nulla fino all’uscita del film nel 2019, ma non dimentichiamo che ha nel tempo trattato temi difficili da spiegare ai più piccoli, come la perdita di un genitore (come in Bambi, Il re leone, Cenerentola), e inoltre non sono mancati anche episodi importanti, come il lancio della prima principessa di colore in La principessa e il ranocchio.

Insomma, la Disney sarà pronta a fare un altro passo decisivo e dopotutto in linea con i tempi?

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