Awakenings: un corto di Michele Pastrello

LA “COSCIENZA DOPO IL SONNO” DI QUATTRO VITE CHE SCELGONO DI RIBELLARSI ALLA SOFFERENZA

Awakenings-Michele-PastrelloPer plasmare l’uomo, non è con acqua, è con lacrime che Prometeo mescolò l’argilla.” (Emil Cioran, Squartamento, 1979). In Awakenings – Coscienza dopo il sonno assistiamo al “racconto”, più propriamente per immagini, di quattro storie parallele colte durante il risveglio esistenziale di due uomini e due donne dal coma, ciascuno con un proprio bagaglio di vita e differente estrazione sociale.

La nostra rubrica dedicata al cinema indipendente, quindi, torna così a parlare di nuovo del filmaker Michele Pastrello, nove mesi circa dopo Desktop. In quell’occasione, avevamo già anticipato la lavorazione di questo Awakenings, distribuito online sulla piattaforma di Youtube poco meno di due settimane fa. Pastrello non delude affatto le aspettative, regalandoci nuovamente un lavoro fortemente “emozionale”, ossia denso di immagini significative atte a scatenare l’empatia dello spettatore. Lo stesso regista, sempre qualche mese fa, rivelava a proposito di questo progetto: “Ancora una volta farò un film muto, in cui saranno le immagini, la musica e il montaggio a parlare. Confidando di riuscire a dire ed evocare ancora di più rispetto al passato”.

E non si può dire che, dopo aver visionato Awakenings, che non ce l’abbia fatta. Il raffinato lavoro dietro a quest’ultimo “micro-film”, quindi, fa di Pastrello una vera e propria realtà del nostro cinema indipendente, caratterizzato com’è da una precisa cifra stilistica, soprattutto ben riconoscibile, rendendolo a tutti gli effetti un autore. In quest’avventura è accompagnato in primis dalla bellissima ballerina Alessandra Odoardi, soggetto evidentemente prediletto dallo sguardo della macchina da presa. Le sue eleganti e poetiche movenze sono sicuramente quelle che maggiormente si ricordano a fine visione, senza però far sfigurare affatto il restante cast (Alice Pagotto, Marco Tizianel, Stefano Negrelli) capace di dar quel senso di completezza necessario a seguire l’intera (ridotta) durata del corto, completamente immersi nella storia globale.

In un prodotto, come detto, “muto” dopotutto, sono le espressioni e la corporeità espressa da ciascun attore a dover scatenare le giuste sensazioni, insieme naturalmente alla mediazione del visionario occhio del regista, che sceglie come coglierli. Ad aggiungere quel tocco sopraffino di liricità e trascendenza ci pensano gli effetti visivi, consapevolmente minimi ma nient’affatto scadenti (come tante produzioni low-budget purtroppo ci costringono a guardare) e soprattutto non gratuiti, anzi. Tutte le componenti tecniche, dalle musiche al montaggio, contribuiscono a costruire immagini notevoli e di gran lunga lontane dal consueto livello “amatoriale”. Successione d’immagini che unisce le storie dei protagonisti attraverso le loro lacrime, vere e toccanti protagoniste di Awakenings, e la loro aperta ribellione alla triste condizione umana, che li colpisce ognuno in differenti livelli. Ribellione che si trasforma in speranza per tutti, poiché, come ricorda la citazione di Cioran, quello che Pastrello sembra volerci dire è come la sofferenza sia parte integrante dell’essere umano, ma non per questo bisogna permetterle di qualificare completamente le nostre vite.

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