La Mamma è al Festival: comincia la Mostra

LA MAMMA AL CINEMA SBARCA AL LIDO DI VENEZIA PER SEGUIRA LA MOSTRA NUMERO 73 DIRETTA DA ALBERTO BARBERA

IMG_8019Le misure di sicurezza – dei blocchi di cemento e uno zig zag da fare tra transenne – non cambiano l’atmosfera della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, 73esima edizione. Il clima è caldo ma non troppo, la sera soffia anche un venticello niente male. Le facce sono quelle di sempre, se si viene da molti anni a Venezia è come tornare alla “stessa spiaggia stesso mare”.

Il rito si ripete: ritiro accredito, ritiro bicicletta, prima cena per poi iniziare la maratona di film e conferenze stampa, che al terzo giorno siamo già tutti diventati mezzi uomini, un quarto poltroncina e un quarto panino (ingurgitato in 2 minuti netti). Aspettative sui film, curiosità, un po’ di gossip, e quel parlare di cinema tra noi, che quando non siamo d’accordo sui film sembriamo parenti serpenti. Eppure è sempre una magia.

Personalmente vengo assalita dalla smania da sala: vorrei vederli tutti i film, quando ne perdo – per ragioni di orari sovrapposti e di scrittura – corro a fare la lista di quelli da “recuperare”: metto una R accanto al film, poi la notte, prima di dormire, scrivo la lista con accanto le date della seconda e terza proiezione, e se mi accorgo che, con molta probabilità quella R rimarrà tale, mi struggo. Ma questo affanno verso il sesto giorno si trasforma in “eh vabbè lo vedrò in sala, cercherò un dvd, me lo farò mandare dal mio amico cinese se non esce”.

IMG_8031Perché poi vuoi anche andare alla Biennale di Architettura no? Che fai sei qui e non ci vai? E non potrai mica essere asociale e non partecipare a nessuna festa, cena, aperitivo…? Quindi diventano dieci giorni di un massacrante, meraviglioso lavoro. Quello di svegliarsi e infilarsi al cinema alle 8.30, dopo aver pedalato, canticchiato, fatto la fila origliando i discorsi degli altri (io la mattina non amo parlare). E se stasera la tradizionale cena di Gala per super vip non ci sarà, poco male, perché la casa di produzione di La La Land, la Lionsgate, ha fatto una generosa donazione per i terremotati, ed è questo quel che conta. D’altra parte della passerella su tacchi pericolanti dal red carpet all’Excelsior possiamo anche farne a meno.

Venezia 73 apre appunto con il film di Damien Chazelle, prodigioso regista trentunenne al suo terzo lungometraggio. Se con Whiplash, osannato e premiato al Sundance Festival 2014 e agli Oscar, avevamo tifato, pianto, gioito e tenuto il ritmo incalzante della batteria e del cuore, con La La Land si sogna alla grande. La volontà di Chazelle di “modernizzare” il musical è perfettamente riuscita: tradizione e modernità si intrecciano, così come il sogno e la realtà, a volte un po’ dura e malinconica, ma sempre tesa al desiderio di coltivare le proprie passioni. Emma Stone interpreta una giovane attrice alle prese con provini umilianti, Ryan Gosling, bello come il sole in questi balletti, un musicista jazz all’antica in un mondo volto alla distorsione elettronica di qualsiasi genere musicale. E sopra loro, l’amore. Grande, forte….ma quanto? Il 26 gennaio 2017 lo scoprirete in sala, da non perdere!

Intanto qui si procede, da una sala all’altra, con un caffè in mano e tanta voglia di cinema negli occhi.

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Ylenia Politano, giornalista, si occupa da diversi anni di cultura, lifestyle e cinema. Mamma di tre creature e moglie di un attore, tra un asilo, uno scuolabus, una piscina e feste con 20 bambini di età compresa tra 1 e 9 anni, torna al suo primo amore, il cinema. Interviste, recensioni, riflessioni. Grandi maestri e nuovi talenti. Incursioni qua e là. Set, anteprime, backstage. Quando la mamma non c’è…”la mamma è al cinema!”