Intervista a Katia Greco

Ph. Paolo Stucchi

CATTURANDI – NEL NOME DEL PADRE, “DA SICILIANA GIRARE NELLA MIA TERRA È SEMPRE MAGICO!”: INTERVISTA ALL’ATTRICE KATIA GRECO

Floriana Di Carlo
Ph. Floriana Di Carlo

La serie televisiva in 6 puntate, intitolata Catturandi – Nel nome del padre, va in onda su Rai Uno dal 12 settembre 2016. Abbiamo intervistato Katia Greco, giovane attrice siciliana di Messina, interprete del personaggio di Maria Catena. Uno sguardo che inchioda, un sorriso che incanta ed un’eleganza dolce e raffinata come solo le donne del Sud riescono ad esprimere.

L’attrice ci racconta la sua esperienza sul set della serie diretta da Fabrizio Costa “Mi sono preparata a questo ruolo con grande passione e dedizione come faccio sempre quando inizio un nuovo progetto. Ho cercato di capire la psicologia del mio personaggio e poi mi sono lasciata guidare dall’istinto e dalle direzioni del regista”.

Tra gli interpreti principali della serie televisiva ci sono Anita Caprioli, Massimo Ghini, Alessio Boni, Leo Gullotta, Salvatore Sclafani, Marta Gastini, Ranieri Monaco, Vincenzo Amato e Katia Greco.

Di Francesca Caon

Katia, come ti sei trovata a lavorare sul set di questa serie?
E’ stata una bellissima esperienza, l’atmosfera era molto accogliente e si è creato fin da subito un bel gruppo di lavoro. Inoltre da siciliana girare nella mia terra è sempre magico!

Il tuo personaggio, una ragazza palermitana che studia all’università e che lavora nel bar di famiglia sarà alle prese con un fidanzato molto geloso. Com’è stato girare questo ruolo? Come ti sei preparata?
Maria Catena è una ragazza che come gli altri personaggi della serie, è “doppio” ed è stato interessante lavorare su questo dualismo. In Catturandi, i buoni non sono solo buoni e i cattivi, come l’avvocato Marotta, vicino a Cosa Nostra, interpretato da Leo Gullotta, non hanno la faccia feroce. Il mio ruolo è quello di una giovane ragazza che studia, lavora, è fidanzata, ma che diventerà anche la vivandiera del superlatitante Sciacca, interpretato da Vincenzo Amato, che la Catturandi cercherà di stanare. Mi sono preparata a questo ruolo con grande passione e dedizione come faccio sempre quando inizio un nuovo progetto. Ho cercato di capire la psicologia del mio personaggio e poi mi sono lasciata guidare dall’istinto e dalle direzioni del regista.

Sul set sono nati dei bei rapporti?
Sul set ho avuto modo di approfondire delle vecchie amicizie con colleghi che già conoscevo, ma, sono nati anche dei nuovi e bellissimi rapporti di amicizia. Il bello di questo mestiere è proprio quello di poter conoscere sempre gente nuova ed interessante.

C’è chi parla di questa serie come la nuova “Piovra”…
Fin dall’inizio delle riprese, questa serie è stata battezzata come la nuova “Piovra”, ma questa volta l’epica lotta tra Stato e mafia è raccontata dal punto di vista della Catturandi, squadra d’élite della Polizia deputata all’arresto dei grandi latitanti.

Paolo Stucchi Katia Greco
Ph. Paolo Stucchi

Da giovanissima hai voluto tentare il grande salto e spostarti a Roma. Un azzardo che, visti i successi che hanno punteggiato la tua carriera, si è rivelato vincente, anche se il tuo percorso artistico parte dalla Sicilia, che si conferma terra di set per te importanti.
L’inizio del mio percorso è un po’ particolare perché ho scoperto la mia passione per la recitazione tra i banchi di scuola. Al quarto anno di liceo scientifico ho frequentato un laboratorio di cinema extrascolastico dove ho interpretato la protagonista nel cortometraggio realizzato come saggio di fine corso. Una volta diplomata, non avendo le idee molto chiare, mi sono iscritta alla facoltà di Scienze Biologiche. Nel frattempo ho frequentato dei laboratori teatrali e man mano che passava il tempo, mi rendevo conto che il desiderio di fare l’attrice come professione mi invadeva sempre più, fino al punto di spingermi a trasferirmi a Roma ed intraprendere questa carriera. Nel frattempo ho anche finito gli studi universitari perché ritenevo giusto concludere questo percorso. Ho avuto la fortuna di ritornare nella mia terra per girare importanti serie televisive come Il Capo dei Capi, Il Giovane Montalbano e Catturandi, ma ciò che mi rende ancor più felice è che questa estate ho girato a Messina, un film per il cinema in lingua inglese, intitolato “Cruel Peter”, co-prodotto da Rai Cinema. Messina, è proprio la mia città natia, da cui scappai per fare l’attrice e che adesso invece mi ha accolto per girare un film a respiro internazionale che mi vede nel ruolo della protagonista femminile. Non posso che esserne felicissima!

Impegnata attivamente nel piccolo schermo, dal Capo dei Capi al Giovane Montalbano e Noi due, Distretto di Polizia, Ris 4, nel cinema, da Back to Roma a Bolgia totale e The Elevator e nel teatro, Ti sposo ma non troppo… in quale palco ti senti più a tuo agio?
Indubbiamente sono molto diversi tra di loro e fare una scelta di preferenza è veramente molto difficile dal momento che la mia esigenza di esprimermi attraverso la recitazione va al di là del mezzo espressivo. In qualsiasi caso ci metto sempre lo stesso entusiasmo e la stessa passione perché per me conta solo poter emozionare il pubblico.

Ph. Floriana Di Carlo
Ph. Floriana Di Carlo

Naturalmente hai dovuto fare qualche sacrificio immagino…
I sacrifici non sono mancati affatto, ma ho avuto la fortuna di avere una famiglia che ha sempre creduto in me e che mi ha sostenuto anche nei momenti più difficili ed un compagno che mi è sempre stato molto vicino e con cui adesso è rimasta una grande amicizia. Per cui è grazie a loro se ho potuto continuare a seguire il mio sogno.

Ci sono dei modelli, nel campo della recitazione, a cui ti ispiri?
Se devo essere sincera, i miei modelli sono le persone che incontro ogni giorno camminando per le strade, sulla metro, al bar… Mi piace moltissimo osservare e prendo spunto dalla vita reale per costruire i miei personaggi.

La tua carriera è in ascesa: aspiri ad esperienze internazionali?
Fin dall’inizio della mia carriera ho aspirato ad esperienze internazionali e grazie a film come The Elevator e Cruel Peter, a cui ho avuto la fortuna di prendere parte, il mio percorso in questa direzione ha avuto un bell’inizio e spero di girare altri interessanti progetti internazionali.

– Francesca Caon –

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