Mine: recensione film

FABIO & FABIO PORTANO AL CINEMA MINE, UN CONTEMPORANEO THRILLER DELL’ANIMA

mine-posterGENERE: thriller

DURATA FILM: 106 minuti

USCITA IN SALA: 6 ottobre 2016

VOTO: 4 su 5

Si alza un vento leggero, arriva da sud e attraversa il deserto, sollevando migliaia di infiniti granelli. Il sole alto non da tregua, osserva distratto il paesaggio solitario. Lo scenario tutt’intorno è di assoluta quiete, non fosse altro per quell’unica figura immobile, un essere umano inginocchiato in preghiera. Quasi in una posa di evocazione religiosa. In realtà fermo con un piede su una mina, cercando di sopravvivere.

Mine di Fabio & Fabio è un canto di speranza e redenzione, un urlo strozzato che si viaggio interiore alla ricerca di una forza nascosta. Per il loro primo lungometraggio cinematografico, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro hanno pensato a lungo su quale storia girare, alla fine hanno optato per un’opera sospesa tra dramma e azione. Dove la mente è l’arma piu’ efficace e il dominio su di essa l’unico mezzo per sopravvivere.

Mike Stevens, interpretato da un ottimo Armie Hammer, dopo una lunga fuga a piedi con l’amico e commilitone Tommy Madison, si trova bloccato con il piede sinistro sopra una mina antiuomo. Pronta ad esplodere se dovesse sollevare la gamba dal terreno. Comincia il countdown all’attesa dei soccorsi, un lasso di tempo lungo quasi tre giorni, in cui caldo, arsura e disidratazione, oltre a pericoli dall’esterno, si combineranno in un beffardo gioco “al dolore” in cui verrà testata la resistenza del soldato.

Un lavoro di eccellente fattura per i due registi italiani, che realizzano un film d’autore in una confezione da grande cinema hollywoodiano. Lucido, essenziale, dirompente e onirico. Incalzano, giocano di fioretto e alternano momenti di pathos ad attimi di alta tensione drammatica. Senza dimenticare il romance, trait d’union nel linguaggio dei due autori, e l’ironia beffarda del destino, che fa vacillare convinzioni e certezze nel “cammino mentale” in bilico tra presente e passato.

Mine, che cela nel suo significato filosofico una mina sotto la sabbia e la consapevolezza di se, racconta l’estenuante attesa di un aiuto, il richiamo personale ad ogni energia psico-fisica e la disperazione del momento. Quell’attimo sospeso tra la vita e la morte, che pone in evidenza il peso di ogni scelta. Con ancora negli occhi l’estetica degli anni 80 e 90, Fabio & Fabio allestiscono con estrema eleganza un etereo teatro di posa in cui il loro protagonista, il soldato Mike, ripercorre ogni passo della propria vita, affrontando demoni e paure stando immobile sul posto. Alla ricerca di un personalissimo scopo.

 

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