Naples 44: recensione

NAPOLI, TRA LA BELLEZZA DELLA CITTÀ E LA TRAGEDIA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, NARRATA DALLA VOCE DI BENEDICT CUMBERBATCH

naples-44GENERE: docufilm storico

DURATA: 83 minuti

USCITA: 15 dicembre 2016

VOTO: 3 su 5

Naples 44 di Norman Lewis, il bestseller mondiale, diventa un film diretto dal napoletano, romano d’adozione, Francesco Patierno.

Patierno immagina il ritorno di Lewis tra le vie che lo ospitarono tra il ’43 e il ’44. Il film non è un elogio della missione di liberazione degli Alleati in Italia, ma un racconto intimo in prima persona sull’esperienza di questo ragazzo che dell’Italia si innamorò fino a desiderare di esservi nato. Più volte si sottolinea come il sogno sia stato spazzato via dalla realtà: si da largo spazio al tema della prostituzione a cui le donne, dall’aspetto di brave massaia, erano costrette per portare a casa un po’ di cibo; quelle stesse ragazze speravano che gli uomini che le pagavano le sposassero, causando tensione e insofferenza nei napoletani, che vedevano il loro lungo corteggiamento battuto dalle alte paghe degli stranieri.

Si raccontano le bombe che cadevano sulla città, causando morte e devastazione, ma anche la vita di quel periodo, divisa tra momenti di spensieratezza ed altri molto meno felici. Uno dei più tristi è il suo ricordo di alcune bambine cieche entrate in un ristorante e ignorate dai commensali, momento che, dice, lo ha convertito al pessimismo; inoltre le epidemie, la carenza d’acqua e di cibo, e l’eruzione del Vesuvio.

naples-44-lewisProtagonisti assoluti sono i cittadini di questa Napoli, distrutta ma ugualmente affascinante, una città che tra mille sofferenze è riuscita a rialzarsi sempre con forza e furbizia (facendo anche riferimento alla cleptomania della gente, arrivata addirittura a prendere le statue dalle piazze e parti intere dei carichi degli Alleati, che finivano direttamente sul mercato nero).

Naples 44 prende corpo con materiali d’archivio, spezzoni di film con Totò e Marcello Mastroianni in grado di mostrare molto del vissuto dell’epoca, e girato originale a colori, che dovrebbe contrastare con quello del tempo in bianco e nero, ponendo passato contro presente. Ma quello che funziona e colpisce non è questa contrapposizione, in realtà pressoché anonima, ma gli occhi delle persone di allora, il racconto del loro vissuto, la tragedia scavata sui loro volti e la miseria in cui sono stati costretti a vivere. Torna la realtà, insomma, che spazza via ancora una volta il sogno.

Tante belle premesse e buona volontà per un film purtroppo altalenante, soprattutto in quelle parti di raccordo a colori che, nonostante la bella fotografia, spezzano l’atmosfera, invece perfettamente resa e sostenuta dalla voce narrante del magnifico Benedict Cumberbatch; la versione italiana sarà narrata da Adriano Giannini, ma senza nulla togliere, il consiglio è assolutamente di vederlo in lingua originale.

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