Sausage Party: recensione

IN SALA LA FOLLE E SCORRETTA VITA SEGRETA DI UNA SALSICCIA DI SETH ROGEN & CO.

 

sausage-party-locandinaGENERE: animazione, commedia

DURATA: 89 minuti

USCITA IN SALA: 31 Ottobre 2016

VOTO: 3,5 su 5

Una salsiccia in crisi esistenziale alla testa di un gruppo di prodotti da supermercato in missione per scoprire la verità su ciò che realmente accade quando vengono scelti e lasciano il negozio di alimentari, tra corridoi e strani incontri, non sarà semplice

Nelle nostre sale già da lunedì, Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia è un progetto di lungo corso dell’attore Seth Rogen, e ovviamente della sua nota “cricca”. Al Tonight Show diretto da Jimmy Fallon, infatti, Rogen ha dichiarato di averci messo 10 anni per realizzare questo film, non con una certa ilarità. In fondo, si tratta di un “sausage movie”, come i due divertiti hanno più volte puntualizzato, ossia una folle idea (quella di animare il cibo che ogni giorno arriva sulle nostre tavole) da cui è scaturito un film altrettanto folle. Il divertimento, nel produrlo quanto nel realizzarlo, si respira tutto durante la visione, ma lo si evince anche dalla schiera di attori/amici che hanno prestato le loro voci a una tale pazzia, dai “soliti” James Franco e Jonah Hill, Michael Cera e Paul Rudd, fino a Edward Norton e Salma Hayek.

Otto anni, intanto, sono passati da Pineapple Express (Strafumati, da noi), memorabile commedia, che può esser presa come “manifesto” della cinematografia degli ex pupilli di Judd Apatow, per l’occasione co-sceneggiatore (e produttore) insieme al giovane sodalizio Seth Rogen-Evan Goldberg.  Da quel momento, gli ex “freaks” (Rogen-Franco soprattutto) hanno preso il volo, delineando un proprio stile, magari basso e volgare, diranno alcuni, ma pur sempre uno stile, ben riconoscibile e personale. Senza contare che Rogen, quanto Franco, nel frattempo non si è certo limitato a specializzarsi in un singolo ruolo o genere, vedi la recente serie scritta e prodotta per il network AMC Preacher , o il ruolo di Wozniak nello Steve Jobs di Boyle.

Chi è abbastanza avvezzo all’umorismo degli autori di The Interview Facciamola finita, non potrà che riscontrare tutti i loro “leitmotiv”, dal linguaggio scurrile (che aumenta di efficacia, perché “parlato” da un taco o da una ciambella), al costante uso di allucinogeni (e qui si può intravedere anche una sorta di brillante “meta”-autoironia, in una precisa scena di svolta). Va detto che, rispetto a perle sopracitate come Pineapple Express, non si ride “sempre”, la trama trova i suoi punti di forza in singole scene o gag, che non trovano un livello equivalente di comicità o presa sul pubblico nell’arco del restante minutaggio.  Ma dove Sausage Party trova il suo vero punto di forza è nel “sottotesto”. Certo, può sembrare assurdo anche solo riscontarlo, in un film con protagonista una “salsiccia” sboccata e sessualmente repressa, eppure c’è, per quanto lo si possa ritenere superficiale.

Gli scrittori Rogen-Goldberg, affiancati da Kyle Hunter e Ariel Shaffir, insieme ai registi Greg Tiernan e Conrad Vernon, si sono impegnati nel cercare di “insultare tutti, anche noi stessi”, come ha affermato uno di loro. E in questa presa in giro totale alla società del 2016, il principale bersaglio è soprattutto quella americana, tanto omogenea e ritrovo delle più disparate culture (ben rappresentate dalla varietà di cibi presenti in un supermercato), e ancor più di quella parte radicalmente puritana. In questo senso, il coinvolgimento del compositore Alan Menken (premio Oscar per le colonne sonore dei film d’animazione Disney, compagnia da sempre criticata perché portatrice di certi valori) diventa così assolutamente geniale. La scena finale, poi, è la massima sublimazione del “messaggio” portato avanti dal film, che ipotizza quasi utopicamente una società priva di costrizioni sociali, di schieramenti politici o religiosi, nella quale si sfocerebbe senz’altro in una sfrenante quanto liberatoria orgia. Si può essere d’accordo o meno ad una simile visione, non importa, questo è il mondo secondo Seth Rogen & co.

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