Les Ogres: recensione

LES OGRES È UN FILM INCENTRATO SUL TURBINIO DI AMORI, TRADIMENTI, LITIGI E SCELTE

locandina les ogresGENERE: Drammatico

DURATA: 142′

USCITA IN SALA: 26 Gennaio 2017

VOTO: 3 su 5

Les Ogres è il nuovo film della regista francese Léa Fehner che vede tra i suoi interpreti principali François Fehner, Marion Bouvarel, Marc Barbé, Adele Haenel, Inès Fehner e Lola Dueñas. La storia racconta della compagnia di girovaghi Davai Theatre. Sono degli orchi (da qui il titolo), dei giganti che hanno mangiato chilometri per affrontare ogni mese grandi imprese teatrali.

L’imminente arrivo di un bambino e il ritorno di un ex amante fanno rivivere le ferite che si pensava fossero ormai dimenticate.La pellicola di Léa Fehner è qualcosa di nuovo, che si discosta da tutto ciò che abbiamo visto fino a questo momento nei film incentrati sul teatro, anche se qui non viene messo in evidenza il piano culturale ma le relazioni tra i diversi membri della compagnia. Poco originale nei temi, anche se affrontati egregiamente dagli attori coinvolti e tutti di grande importanza, il film gode di una colonna sonora movimenta e coinvolgente e di un’interpretazione così travolgente che è paragonabile ai modi tipici delle sceneggiate teatrali.

Questo aspetto, però, non convince fino in fondo perchè se da una parte rende al meglio il malessere interiore dei personaggi, dall’altra fa apparire gli interpreti poco credibili agli occhi di chi guarda a causa della forza del linguaggio adottato che li rende eccessivamente finti. L’unico problema di fondo di Les Ogres è dato dalla sua lentezza: due ore e un quarto di film il cui ritmo non cenna a migliorare, ma anzi diviene sempre più pesante man mano che si volge verso il prevedibile finale. Un peccato se si pensa alla profondità delle tematiche trattate, a partire dall’immenso dolore che una perdita importante può portare a un uomo che crede di aver perso tutto, nonostante la grande opportunità che la vita gli ha dato di rifarsi una famiglia.

Altro tema particolarmente rilevante è il confronto tra i due sessi: chi è il più forte? Gli uomini lo dimostrano alzando la voce e schiaffeggiando a parole gli altri (a volte fuggono dalle situazioni più estreme); le donne competono dando prova di quello che sono in grado di fare pur di ottenere la loro attenzione, anche se a volte – nei momenti di difficoltà – scappano, soprattutto quando non si sentono apprezzate dal proprio compagno, padre, o chiunque altro.

Ci si chiede quindi se esista davvero un sesso forte, questo dato che ogni personaggio compie azioni poco comprensibili dal punto di vista umano. È proprio vero che quando ci troviamo in difficoltà tendiamo a dire cose che non pensiamo e, spesso, riportiamo alla memoria momenti del passato che vorremmo dimenticare. Possiamo assicurarvi, però, che nonostante la pellicola non sia adatta ad un pubblico di bambini per via dei temi (che possono riguardare la vita di ogni uomo) presenti, il progetto merita di essere visto per la forte empatia che emerge dai suoi interpreti, alcune situazioni interessanti dal punto di vista psicologico delle figure principali che sono difficili da decifrare per lo spettatore e la metafora del re con il suo forte ego e del menestrello preoccupato.

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