The Great Wall: recensione

THE GREAT WALL NON CONVINCE, IL COLOSSAL FANTASY DI ZHANG YIMOU CON MATT DAMON

The Great WallGENERE: colossal fantasy

DURATA: 104 minuti

USCITA IN SALA: 23 febbraio 2017

VOTO: 2,5 su 5

L’ultimo attesissimo film del regista cinese Zhang Yimou è la più grande co-produzione cinematografica tra USA e Cina. Con Matt Damon nei panni dell’eroe protagonista William Garin, The Great Wall è un Colossal fantasy in 3D dal budget di 135 milioni di dollari che ha certamente tutte le caratteristiche del genere. La fotografia è iperrealista e dai colori sintetici e accecanti, la regia dinamica, il montaggio frenetico, il 3D coinvolgente. Ci sono inoltre innumerevoli Taotie, ovvero delle creature mostruose abbastanza stereotipate che ogni sessant’anni attaccano l’umanità.

I due mercenari occidentali William Garin e Pero Dovar (Pedro Pascal) giungono in Cina con l’obiettivo di raccogliere ed esportare in Europa della polvere nera. Ma il punto del film è un altro. Perché è stata costruita la Grande Muraglia cinese? 1500 anni di lavoro per una costruzione lunga 6350 km. Qual è il motivo di una realizzazione così immensa e magnificente? Questo il quesito con cui si apre The Great Wall di Zhang Yimou, il quale si diverte a interpretare e realizzare una sua risposta in chiave leggendaria a metà strada tra il blockbuster americano e un ambientazione prettamente cinese data da scenografie e costumi tipici oltre alle sequenze di combattimento proprie del wuxia. A questo proposito vien da pensare ad esempio al recente The Assassin’s (2015) di Hou Hsiao-Hsien ma ancor di più a The Grandmaster (2013) di Wong Kar-Wai, anch’esso in 3D.

Tra le sequenze più suggestive va citata quella dello scontro nella nebbia, dove il filtro visivo che opacizza la vista di William Garin, e quella dello spettatore che è (sempre) immerso nella battaglia, sorregge la suspense celando e svelando poco a poco ciò che si trova intorno al protagonista.

Una regia fatta di dolly e panoramiche, una singolare esperienza visiva e un ottimo utilizzo degli effetti speciali in 3D con anche troppi “solleciti” allo spettatore che viene letteralmente attaccato vedendosi continuamente ogni tipo di armi lanciate addosso. The Great Wall è un film fatto di eccessi ed esagerazioni che finiscono per essere il suo punto debole in quanto non dosate. Si tratta di una pellicola in cui l’estetica è tutto e finisce per essere anche il contenuto perché infondo non narra molto altro oltre se stessa. Il risultato è un perfetto e mero esercizio di stile che ha il rischio di apparire ripetitivo e stancante per lo spettatore nonostante la sua durata (almeno quella non eccessiva).

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