Formia Film Festival: parola a Daniele Urciuolo

DANIELE URCIUOLO, PRODUTTORE DEL FORMIA FILM FESTIVAL, CI RACCONTA LA SUA TERZA EDIZIONE

IMG_0930Giunto alla Terza edizione, parte oggi il Formia Film Festival, ideato dal giovane produttore Daniele Urciuolo. La rassegna si propone di valorizzare il cinema e promuoverne la conoscenza presso il pubblico. Sono proposti cortometraggi e documentari in concorso, alcuni dei quali girati proprio a Formia. Il festival quest’anno renderà omaggio anche a Totò, in occasione dei 50 anni dalla sua scomparsa.

Il celebre attore napoletano stava spesso nella città del golfo e qui ha ideato molto suoi film. “Il Festival – ha dichiarato il direttore artistico Daniele Urciuolo – è frutto di un grande sforzo di tutta la mia squadra.
Quest’anno abbiamo voluto aprire le porte del Multisala senza alcun costo per permettere a quanti vorranno di partecipare all’evento”.
Abbiamo incontrato Daniele per conoscere meglio questo momento dedicato al cinema, anche perché, come ci spiega “organizzare un festival senza finanziamenti pubblici è impresa da super eroi e serve molta passione e anche un po di irrazionalità ma alla fine è questa la magia del cinema”

Daniele raccontaci la peculiarità del Formia Film Festival, come è nato e che obiettivi ti sei posto
Formia Film Festival nasce per caso tre anni fa per ricordare CHRISTIAN REPICI sceneggiatore brillante morto troppo presto all’età di 26 anni, autore tra l’altro del film americano SINS, con Danny Glover e Micheal Madsen. Oggi è un Festival che punta sui giovani ma cerca di legare tradizione e innovazione.
Il patrocinio della Cineteca Nazionale è un esempio calzante ma ci piace anche osare, con cortometraggi di genere e film indipendenti.

In Italia ci sono molti festival, in cosa differisce dalla maggior parte quello di Formia?
Guarda è difficile rispondere a questa domanda perché il mio festival non è diverso da molti altri festival meno conosciuti ma di grande qualità. Penso a Lecce, Terminillo, Cortina, Catania, tutti festival interessanti.

Secondo te le persone non addette ai lavori sono attratte dalle manifestazioni che riguardano il cinema?
Di regola risponderei di no perche purtroppo le masterclass, i workshop, le giornate professionali e gli stessi festival a volte sono troppo ricchi di tecnicismi: il segreto è declinarli in chiave pop.

Il corto è un genere poco seguito dal grande pubblico, eppure poi alla gente piacciono i film brevi: oltre i festival tu come veicoleresti questo genere?
Al cinema e in tv prima dei film, prima delle partite di calcio, un bel cortometraggio di 5 massimo 10 minuti.

Sei un produttore, direttore artistico, lavori nel cinema già da qualche anno pur essendo molto giovane, che cambiamenti ti sembra stiano avvenendo nel settore?
Noto che il cinema non è più italiano, nel senso che le produzioni cercano storie esportabili, vendibili, di genere; anche horror o action movies. Però le maestranze italiane sono le migliori al mondo.

Dove sta andando il cinema italiano? E tu, dove vorresti che andasse?
Il cinema italiano guarda all’estero, dove ci sono capitali. Anche se la nostra terra è meravigliosa e dal punto di vista scenografico è tra le più affascinanti al mondo, per natura, clima, monumenti, palazzi, arredamento, design, moda, motori, cibo: siamo imbattibili.

 

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Ylenia Politano, giornalista, si occupa da diversi anni di cultura, lifestyle e cinema. Mamma di tre creature e moglie di un attore, tra un asilo, uno scuolabus, una piscina e feste con 20 bambini di età compresa tra 1 e 9 anni, torna al suo primo amore, il cinema. Interviste, recensioni, riflessioni. Grandi maestri e nuovi talenti. Incursioni qua e là. Set, anteprime, backstage. Quando la mamma non c’è…”la mamma è al cinema!”