A beautiful day e L’isola dei cani

A BEAUTIFUL DAY E L’ISOLA DEI CANI: QUESTE SONO LE NOSTRE PROPOSTE PER UN WEEKEND AL CINEMA

Il meteo parla chiaro: sarà un fine settimana di acqua per gran parte di Italia. E allora perché non rintanarsi nel buio di una sala cinematografica? Certo, non solo per recuperare la grandiose uscite della scorsa settimana, ma anche per vedere qualcosa di nuovo. Questi film per esempio:

L’ISOLA DEI CANI

In un futuro distopico, tutti i cani sono esiliati su un’isola/discarica della loro sovrappopolazione in Giappone che ha causato la diffusione di una malattia. Non a tutti però questa situazione sta bene. Un ragazzino, figlio tra l’altro del dittatore al comando nel Paese del Sol Levante, sfida le leggi e parte per l’isola alla ricerca disperata del suo cane. L’isola dei cani non è la prima impresa di Wes Anderson nel campo dell’animazione e dello stop-motion, ma arriva secondo al riuscito Fantastic Mr. Fox, adattamento del romanzo per ragazzi dell’amato scrittore inglese Roald Dahl (lo stesso de La fabbrica di cioccolato e Il GGG – Il grande gigante gentile), nominato come Miglior film d’animazione agli Oscar 2010. L’isola dei cani, che vanta un grandioso cast vocale, è un film adatto trasversalmente a tutte le età, in quanto non mancano spunti di riflessione sulla politica e la tendenza alla “ghettizazione”, ad un sistema che preferisce escludere piuttosto che includere, mandare via invece di accogliere, giudicare e non dialogare.

A BEAUTIFUL DAY

Solo pochi mesi era Gesù in Maria Maddalena, ed ora lo vediamo nei panni di un veterano di guerra. Joaquin Phoenix è Joe nel film A Beautiful Day scritto e diretto da Lynne Ramsay: basato su un racconto di Jonathan Ames, è stato presentato in anteprima e in concorso alla 70ª edizione del Festival di Cannes, dove è stato premiato per la Migliore sceneggiatura e Miglior interpretazione maschile. Il film racconta la storia di quest’uomo turbato dalle barbarie a cui ha assistito durante il periodo militare. Tornato a casa, è dedito alle cure per l’anziana madre malata alla quale è molto affezionato, ma la sua vita è continuamente colpita dai flashback della guerra. Joe sa che deve continuare ad essere al servizio degli altri, e decide di adoperarsi liberando giovani ragazze dalla schiavitù sessuale. Un giorno viene contattato da un famoso politico per chiedergli di ritrovare la giovanissima figlia, probabilmente rapita da una delle organizzazioni criminali che gestiscono il giro di prostituzione minorile. Quello che Joe non sa è che dietro la scomparsa della ragazza si cela una rete di persone corrotte e potenti, e si trova invischiato senza volerlo in un qualcosa molto più grande di lui.

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"Suonala ancora, Sam"