ShowRUM: parla Leonardo Pinto

 

INTERVISTA A LEONARDO PINTO, DIRETTORE ARTISTICO DI SHOWRUM – ITALIAN RUM FESTIVAL CHE RACCONTA CINEMA E LETTERATURA 

ShowRUM 2018Oltre 80 brand, tra rum tradizionali, rum agricole, selezionatori e cachaca per degustazioni, la STC – ShowRUM Tasting Competition, i cocktail, masterclass e seminari, ma anche la ShowRUM Cocktail Week, il Premio dedicato a Silvano Samaroli e il Trade Day, il manuale sul rum, per la sesta edizione del festival diretto da Leonardo Pinto, uno dei più grandi eventi al mondo dedicati al rum e alla cachaca.

Si tiene a Roma, domenica 30 settembre e lunedì 1 ottobre 2018, presso il Centro Congressi dell’A.Roma – Lifestyle Hotel & Conference Center la sesta edizione di ShowRUM – Italian Rum Festival, uno dei più importanti eventi al mondo e primo in Italia dedicato al Rum e alla Cachaca. La rassegna, promossa da Isla de Rum in collaborazione con SDI Group, è diretta da Leonardo Pinto, riconosciuto a livello mondiale come uno dei migliori esperti di rum in Europa, trainer e consulente per le aziende. Lo abbiamo incontrato e ci ha parlato a voce piena non solo di distillati… 

  1. PARTIAMO DAGLI ESORDI, IN CHE MODO SI SVILUPPA L’IDEA DI UN FESTIVAL COSI PARTICOLARE?

    È stata una scommessa nata dalla passione. Non esisteva nulla di simile in Italia ed ero costretto a viaggiare all’estero per avere un contatto diretto con i produttori. Per cui, dopo averci riflettuto ed essermi confrontato con le persone più vicine, ho deciso di scommettere e provarci. Era il mio tentativo di creare un luogo di incontro e scambio sia per professionisti che per appassionati nel nostro Paese ed è ciò che oggi è diventato ShowRUM.

  1. QUAL’È IL PESO DELL’ITALIA IN QUESTO AMBITO?

    Guardando al mondo del rum a 360 gradi nei vari mercati, l’Italia è un paese dai consumi davvero piccoli, ma nonostante questo è un paese che fa tendenza negli spirits. Possiamo sicuramente affermare che la prima vera esplosione della vendita di rum di lungo invecchiamento, piuttosto che di selezioni, è stata proprio nel nostro mercato. In questo senso l’Italia, seppur tra i fanalini di coda in termini di fatturato, rappresenta ancora un palcoscenico importante in termini di visibilità.

  2. RUM NELLA LETTERATURA, QUAL’E LA CONNESSIONE DIRETTA?

    Il rum in letteratura compare sempre o quasi quando si parla di pirati, di marina, di tropici, di traffici illegali, e più in generale di epoca colonialista. Anche in romanzi più moderni, soprattutto quando questi ultimi hanno come contesto quello dei Caraibi. Fatta questa breve panoramica è facile intuire come per scrivere di cultura ed eventi storici legati a queste epoche ed a questi luoghi è quasi imprescindibile il legame che questi ultimi hanno con il rum.

    4. STORICAMENTE COME IL RHUM È VISTO NEL CINEMA?

    Il cinema, come la letteratura, ha sempre visto il rum come l’espressione dell’epoca colonialista o comunque come l’espressione dei paesi tropicali. Lo vediamo spesso in veste di bevanda imprescindibile per i pirati, in quasi tutti i film del genere, creando quel connubio romantico ormai entrato nell’immaginario comune, ma accanto a questo viene spesso utilizzato anche per lanciare messaggi forti utilizzando il suo legame con il popolo. Un esempio che faccio praticamente sempre e che per me rappresenta bene questo concetto, è quello di James Bond, espressione dell’orgoglio stelle e strisce, che beve un Rum Collins, espressione di Cuba, nella tenuta di Palmyra del suo acerrimo rivale Emilio Largo; a sottolineare che per quanto fosse una conversazione tranquilla, i due erano comunque su fronti opposti.

    5. PERSONAGGI, FILM, GENERI…CI PUÒ RACCONTARE DELLA SUA PASSIONE?

    In verità la mia passione nasce dal liquido prima ancora che ne conoscessi storia e storie. Solo successivamente, dopo aver approfondito, tutto quello che continuavo a scoprire sul rum non faceva che accrescere la mia curiosità ed il mio interesse. Mi sono auto definito il Cercatore di Rum, the Rum Searcher, prendendo in prestito la definizione dell’archetipo di riferimento, proprio per questa mia costante ricerca non solo di etichette e distillerie, ma anche di storie, di culture e di tutto quanto ruota intorno al mondo di questo distillato, comprese le arti, ovviamente. Il tutto per il solo gusto di trasmetterlo a chi ha voglia e passione di ascoltare. I primi vent’anni di questa ricerca, in modo sintetico, li ho voluti mettere nero su bianco in un libro, “Il Mondo del Rum”, edito da Tecniche Nuove, uscito a inizio settembre, che presenteremo anche a ShowRUM.

    6. COME VEDE SHOWRUM NEL FUTURO PROSSIMO?

    Gli eventi devono comunque seguire il mercato. La natura di ShowRUM ha la sua filosofia e quella sarà imprescindibile, ma la forma del festival sarà plasmata di anno in anno sulle tendenze, puntando a rendere il festival sempre un luogo di anticipazione e avanguardia per l’intero settore.

 

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