Animali fantastici – I crimini di Grindelwald: recensione

PER IL SECONDO CAPITOLO DI ANIMALI FANTASTICI SI TORNA A HOGWARDS: SARA’ ANCORA MAGIA?

Animali-Fantastici 2GENERE: fantastico

DURATA: 134 minuti

USCITA IN SALA: 15 novembre 2018

VOTO: 3 SU 5

Il famigerato mago oscuro Gellert Grindelwald, dopo essere stato catturato a New York, riesce ad evadere di prigione con l’intento di far rivoltare i maghi contro le spregevoli creature babbane. Di questo ancora non è al corrente Newt Scamander, il magizoologo che porta un mondo di creature magiche nella propria valigia. O almeno non lo è finché un suo ex insegnante, poco fiducioso nel ministero della magia, lo arruola tra le fila dei buoni con il compito di scoprire dove si trova Credence prima che venga convinto da Grindelwald a schierarsi al suo fianco.

Li avevamo lasciati con la cattura di Grindelwald a New York, svelatosi con una sorprendente trasformazione in pieno finale, e ora ritroviamo i nostri eroi in Europa, divisi tra la Gran Bretagna e Parigi. C’è da dire che il rocambolesco inizio di Animali fantastici – I crimini di Grindelwald non lascia spazio a riepiloghi, perciò se avete visto Animali fantastici e dove trovarli bene, altrimenti faticherete a stare dietro alle dinamiche di questo secondo capitolo.

Sceneggiato proprio dalla mamma di Harry, J.K. Rowling, ricordiamo che non esiste un romanzo di partenza come era stato per la precedente fortunata saga. Di Animali Fantastici, infatti, la Rowling scrisse solo un libretto a scopo benefico, che nient’altro è che un albo degli animali magici che abbia visto presentarsi fin dal film precedente. Alla direzione torna il veterano David Yates, che questa volta deve confrontarsi con un’opera molto ricca di contenuti e più virata ai toni cupi, straripante di personaggi e delle loro storie, che si intrecciano in una rete di ricche sottotrame non sempre semplice da tessere.

Si perde qualcosa, infatti, rispetto al primo capitolo, molto più “wow” sotto molti aspetti. Questa seconda avventura di Newt & Co. veste un animo molto più dark, fin troppo soprattutto se tendiamo a paragonarlo col primo film, forse per questo troppo contenuto nelle intenzioni e più propenso alla parola: ci si diverte con moderazione, gli “animali fantastici” sono (troppo) pochi benché funzionali alla storia, ma in compenso si scava di più nel passato dei personaggi. Ma proprio di tutti, fino a svelare dei dettagli della giovinezza di qualcuno che faranno strabuzzare gli occhi di molti.

Se da una parte il quartetto composto dall’auror Tina (Katherine Waterston), sua sorella Queenie (Alison Sudol) , il magizoologo Newt e il babbano Jacob (Dan Fogler) si frantuma a causa di debolezze e incomprensioni amorose, dall’altro la scena si riempie di nuovi volti: la bella e glaciale Lena Lestrange (Zoe Kravitz) e il suo fratello perduto Yusuf Kama (Dan Fogler), il fratello di Newt Theseus (Callum Turner). Poi c’è il perso e dannato Credence (Ezra Miller) con la sua amata e pure lei maledetta Nagini (Claudia Kim).

Per Animali fantastici – I crimini di Grindelwald si cambia location, si lascia il Nuovo Mondo con tutte le sue novità e si torna a casa, nel senso che si riaprono le porte di un luogo tanto amato da noi babbani. Infatti, sebbene in un’altra epoca, si rientra nella magica scuola di Hogwards. Per i fan è emozionante vedere quel portone spalancarsi nuovamente e tonare in aula a urlare “Ridiculus” davanti alle proprie paure. Se poi la lezione è tenuta dal giovane Albus Silente, ancora meglio! La new entry ha il volto e il sorriso beffardo di Jude Law, che se la deve vedere (seppur a distanza) con l’artefice della nuova minaccia per maghi e babbani: infatti, per un patto di sangue, non può battersi con lui in prima persona. E così, come succederà decenni dopo con Harry Potter, Silente sfrutta tutto il suo ascendente su un ex alunno per convincerlo a prendere in mano la situazione e risolverla. Ma si intuisce che c’è qualcosa di non detto, qualcosa che gli impedisce di agire, qualcosa di più forte di un semplice legame di amicizia, e questo qualcosa, a differenza di Silente, Grindelwald non lo nasconde ma lo mostra fieramente sul suo petto.

Proprio lui, manipolatore di folle, lavora per conquistare consensi facendo leva sugli animi più deboli, predicando un mondo migliore in mano ai maghi e libero dai babbani. Una promessa di libertà che non si può scegliere liberamente, un discorso certamente discriminatorio in cui a contare non è il colore della pelle quanto il potere della propria bacchetta. E chi se non il camaleontico e attrattivo Johnny Depp poteva vestirne i panni?

Infine Newt Scamander, cioè Eddie Redmayne. C’è un motivo se lo lasciamo per ultimo: non perché non sia importante, compaia poco o non sia decisivo. Semplicemente lo è allo stesso livello degli altri personaggi. Animali fantastici – I crimini di Grindelwald è infatti un film decisamente corale, che ruota attorno a tutti decidendo in un certo senso di trascurare il protagonista indiscusso del primo capitolo, che prima di agire lascia spazio agli altri, ascolta e osserva. E purtroppo apre poco la sua valigia, cosa che ci auguriamo faccia di più nei futuri lungometraggi.

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