Se son rose : Recensione

Se son rose
Se son rose

SE SON ROSE, ULTIMO FILM DI LEONARDO PIERACCIONI, UNA COMMEDIA SENTIMENTALE CHE NON CONVINCE

GENERE: commedia

DURATA: 90′

USCITA IN SALA: 29 novembre 2018

VOTO: 2 su 5

Leonardo Pieraccioni è una garanzia, o quasi. Dai film di Pieraccioni, infatti, più o meno uno sa cosa aspettarsi e delle volte, questa è anche una cosa positiva. Si va al cinema per divertirsi e per rilassarsi e nella maggior parte dei casi le commedie del regista toscano assolvono bene a questi compiti.

Nel caso di Se son rose, al cinema dal 29 novembre, Pieraccioni, però, non riesce a cogliere completamente nel segno. La vis comica del regista, che raggiunge il suo apice sul palco della conferenza stampa romana, non riesce a brillare del tutto all’interno della pellicola.

In gran parte autobiografica, nella commedia Pieraccioni mette al centro il rapporto padre- figlia.  Il protagonista di Se son rose è Leonardo Giustini, un giornalista sul web di alte tecnologie  che ama trascorrere le sue giornate tra il computer e il divano. Cinquantenne single, ha una figlia 15enne Yolanda (Mariasole Pollio), nata da un matrimonio naufragato. La ragazza è stanca di vedere il padre che vive una vita ripetitiva, fatta di involtini primavera surgelati e di infantilismo. Manda, quindi, un messaggio alle sue ex che dice “Sono cambiato. Riproviamoci!” Leonardo, dunque, si ritroverà a dover affrontare i suoi innumerevoli fallimenti sentimentali, a capire gli sbagli commessi. Non sapendo che dietro l’sms c’è la figlia diverse ex rispondono: Claudia Pandolfi, Michela Andreozzi, Caterina Murino, Gabriella Pession e Antonia Truppo.

se son rose

Ma, nonostante la volontà di portare sullo schermo una commedia sentimentale leggera, le “rose non sbocciano” così come il film. Quest’ultima fatica cinematografica nulla ha a che vedere con i suoi film di grande successo, da I laureati, a Il Ciclone e a Ti amo in tutte le lingue del mondo. La sceneggiatura del film, scritta da Pieraccioni e Filippo Bologna (Perfetti sconosciuti e Che fai a Capodanno?) risulta approssimativa e con battute e dialoghi scontati e deboli. Gli sketch e le situazioni che dovrebbero far ridere il pubblico, lasciano un leggero sorriso sulle labbra degli spettatori, dovuto per lo più all’affetto che ormai si nutre verso Pieraccioni.

Una nota positiva è rappresentata dagli attori protagonisti. Pieraccioni, in questo film, è circondato da una banda di donne, interpretate da attrici bravissime. Dalla sovreccitata Elettra (Gabriella Pession), alla sua “trombamica” (Elena Cucci), da lui chiamata “Quarantotto”, cifra che indica il numero di neuroni che lei ha in testa. Forte anche a livello emotivo, l’incontro con la fidanzatina del liceo che ha perso la memoria a causa di una malattia. Angelica (Michela Andreozzi) ha dimenticato il suo passato, quello stesso che il regista, invece, non vuole dimenticare, quello dell’adolescenza e degli ormoni impazziti.

Dunque, Pieraccioni con Se son rose ha inaugurato un nuovo ciclo della commedia sentimentale, rinunciando al suo ruolo di scapolo-conquistatore. I rapporti si sono evoluti e si è arrivati a concentrare l’attenzione sull’unico sentimento duraturo: quello dell’amore padre- figlia. Ma questo tentativo di rinnovarsi non basta a far decollare l’intera pellicola e a far fiorire le rose!

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