Martin Eden: recensione

PIETRO MARCELLO PORTA IN CONCORSO AL FESTIVAL DI VENEZIA IL SUO MARTIN EDEN CON UN MAGNETICO LUCA MARINELLI

martin eden posterGENERE: drammatico

DURATA: 129 minuti

DATA D’USCITA: 4 Settembre 2019

VOTO: 3,5/5

Dopo aver presentato nel 2007 il documentario Il passaggio della linea nella sezione Orizzonti, il regista Pietro Marcello torna al Festival di Venezia con Martin Eden, presentato in concorso il 2 Settembre. Il film è liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Jack London pubblicato nel 1990.

Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo Orsini (Giustiniano Alpi), giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden (Luca Marinelli) viene ricevuto nella casa della famiglia del ragazzo.

Qui conosce Elena (Jessica Cressy), la bella sorella di Arturo, di cui si innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un’ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi.

A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, come l’analfabetismo, il protagonista insegue il sogno di diventare scrittore e – influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden (Carlo Cecchi) – si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e il suo mondo borghese.

martin edenLa differenza più marcata rispetto al romanzo è la scelta del regista di trasportare la vicenda dalla California a Napoli, con tanto di aggiunta di qualche spezzone d’archivio. Tuttavia, gli argomenti trattati sono così universali da rendere il risultato apprezzabile.

“Raccontiamo un ragazzo che diventa uomo, ma il nostro è anche un film politico: parla del riscatto e del tradimento della classe di appartenenza. […] Alla fine Martin si inabissa: è l’anima che cola a picco”, ha dichiarato Pietro Marcello.

La grande forza di Martin Eden risiede proprio nell’interpretazione magnetica di Luca Marinelli, che riesce a rendere in maniera credibile la rabbia e il desiderio di rivincita del personaggio che è stato chiamato a interpretare. Un film non perfetto, ma comunque capace di emozionare lo spettatore.

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