Downton Abbey: recensione

DOWNTON ABBEY PORTA SUL GRANDE SCHERMO IL FASCINO DELL’ARISTOCRAZIA INGLESE

GENERE: Drammatico

DURATA: 122 min.

USCITA IN SALA: 24 ottobre 2019

VOTO: 3,5 su 5

Downton Abbey1927, Yorkshire, Downton Abbey, dimora dell’aristocratica famiglia Crawley. Tutto è in subbuglio dopo l’arrivo di una notizia straordinaria: sua maestà il re George V e la regina (i nonni dell’attuale regina Elisabetta) soggiorneranno a Downton per una notte. La famiglia al completo si prepara ad accogliere gli ospiti e la servitù è in fermento, nonostante alcuni problemi e la mole di lavoro. Occorre, infatti, lucidare l’argenteria e pulire ogni stanza e angolo della dimora per fare bella figura con gli ospiti.

Lady Mary (Michelle Dockery), primogenita di Robert (Hugh Bonneville), dovrà far sì che tutto proceda senza intoppi, organizzare la parata, controllare il cognato irlandese Tom Branson (Allen Lech) e fronteggiare la nonna Lady Violet (Maggie Smith) che ha un conto in sospeso con la lontana parente Lady Bagshaw (Imelda Stauton), dama di compagnia della regina.

L’emozione dei domestici si trasformerà in disappunto quando si scoprirà che sarà la servitù reale a occuparsi di ogni cosa. Anche la pazienza e il rigido rispetto delle regole del maggiordomo Charles Carson (Jim Carter), tornato dalla pensione per sostituire temporaneamente Thomas Barrow (Robert James – Collier), verranno messe a dura prova.  Downton Abbey

Dopo sei stagioni, 3 Golden Globes, 69 candidature agli Emmy e 15 vinti e a quattro anni dalla conclusione della serie Downton Abbey, è giunto il momento dell’arrivo sul grande schermo per la famiglia Crawley.

Un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati della serie, che per due ore si ritrovano immersi nelle tipiche atmosfere inglesi, con fumanti tazze di the, completi di tweed e serate di gala.

Scritto dal creatore e sceneggiatore dell’omonima serie, Julian Fellowes e diretto da Michael Engler, già regista dell’episodio di commiato della serie, il film riprende lo schema delle puntate speciali di Natale, con una storia incentrata su un evento importante e straordinario per la casa.

Nonostante la trama sia piatta e poco avvincente, la versione cinematografica della saga riesce a non tradire le aspettative dei numerosi fan in astinenza da Downton Abbey. Il film, infatti, rappresenta un vero e proprio sequel, o meglio un finale esteso che mette dei punti quasi definitivi alla storia. I personaggi restano fedeli a se stessi e si inseriscono in un ingranaggio che funziona alla grande. Il fascino della serie, così come anche del film, è dato soprattutto dalle meravigliose ricostruzioni degli ambienti, degli abiti e degli oggetti di scena che arredano e rendono unica la dimora di Downton. La particolare dinamica fra servitori e padroni, i pungenti dialoghi, i battibecchi e l’esilarante ironia di Lady Violet, tratti distintivi della serie, sono fedelmente ripresi anche nel film.

Anche chi non ha mai seguito la serie viene piacevolmente travolto dal mondo aristocratico e a tratti snob della famiglia Crawley, grazie anche alla capacità di Fellowes che, attraverso la sua scrittura, analizza e porta sullo schermo l’evoluzione della società britannica, dei vizi e delle virtù delle classi sociali.

Che sia per la prima volta o l’ennesima, le porte di Downton sono pronte ad accogliere tutti gli spettatori, farli accomodare con una tazza di the per godere di un raffinato spettacolo. Per due ore si resterà immersi nel mondo dell’aristocrazia inglese e i problemi e le preoccupazioni di tutti i giorni resteranno fuori dai cancelli della dimora.

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