Le Mans 66 – La grande sfida: recensione

LE MANS 66: VELOCITÀ E MOTORI, MA ANCHE UN INTENSO RITRATTO UMANO, CON DUE INTERPRETI IN STATO DI GRAZIA

locandina le mans66GENERE: drammatico-azione

USCITA IN SALA: 14 novembre 2019

VOTO: 4 su 5

Ambientato durante i tre anni che precedono la 24 Ore di Le Mans del 1966 fino al momento della gara, Le Mans ’66, titolato in originale Ford v Ferrari, mette a confronto le due case di produzione automobilistiche, ponendo l’accento sull’orgoglio, tutto americano, di essere primi in tutto. La sfida di Henry Ford II è quella di battere Enzo Ferrari al suo stesso gioco, di vendicarsi, di dimostrare di essere il numero uno. In tale senso il film sceglie subito da che parte stare, d’altronde è un film americano che sventola senza pudori la propria bandiera.

Stabilito il nazionalismo che impregna una storia di questo tipo, poniamo invece l’attenzione su quello che rende il film un esempio di grande cinema, lo spirito che lo guida: due rivoluzionari contro il pensiero delle grandi aziende. In tal senso è un film dai grandi rapporti umani. Più dello scontro tra le due case di produzione, più della gara e di chi ne uscirà vincitore, il vero protagonista è il pilota Ken Miles. Reso alla perfezione da un’altra straordinaria interpretazione di Christian Bale.

Se ancora ce ne fosse bisogno, Bale dimostra di essere il miglior attore della sua generazione. Ogni volta la sua trasformazione è tale che ci si scorda del volto dietro la maschera. Il modo in cui intonazione, fisicità, espressività cambiano da film a film è qualcosa di indescrivibile. Bale è il film. Si chiamerà pure Ford v Ferrari, ma avrebbe potuto chiamarsi Ken Miles.

Sono due le componenti essenziali di questa pellicola che cercano di sposare due mondi e di unire due fette di pubblico. C’è la componente dei personaggi, delle loro storie, delle loro ambizioni, delle loro vite e delle loro caratteristiche. Sotto questo aspetto brilla anche Matt Damon nel ruolo dell’ingegnere Carroll Shelby: un amico, un mentore, un confidente, un ponte tra l’indole irascibile di Miles e la severa formalità di casa Ford.

Poi c’è la componente di corse e motori, che ovviamente abbondano. È pura adrenalina durante le gare di Le Mans, ricostruite meticolosamente tra la Georgia e la California. Aree che, con l’aiuto del montaggio e un po’ di movie magic, si trasformano nella regione dei Paesi della Loira. Gli appassionati della velocità alla Fast and Furious troveranno pane per i propri denti, ma anche chi desidera il dramma umano, magistralmente diretto da un maverick come James Mangold, potrà restarne soddisfatto.

 

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