Peaky Blinders 5: la recensione della serie tv ora su Netflix

DISPONIBILE SU NETFLIX LA QUINTA STAGIONE DI PEAKY BLINDERS: LA NOSTRA RECENSIONE DELLA SERIE TV CON CILLIAN MURPHY

PEAKY BLINDERS POSTERI Peaky Blinders sono tornati: lo show creato nel 2013 da Steven Knight è disponibile dal 4 ottobre su Netflix con una nuova stagione, che può essere definita di transizione. Ma per introdurre i nuovi fatti, vediamo prima dove eravamo rimasti.
Alla fine della quarta stagione avevamo lasciato la famiglia Shelby scontrarsi e sconfiggere gli italiani capeggiati da Luca Changretta, grazie al ritorno a sorpresa di Arthur che si era finto morto. Infine a Margate, Tommy uccideva Alfie per tradimento, e passava al governo i nomi degli associati al partito comunista assicurandosi in cambio il sostegno della Corona nella campagna elettorale. Nella scena finale Tommy diventava fieramente un membro del parlamento inglese per il partito laburista.

La nuova stagione di Peaky Blinders riparte proprio da qui, presentandoci Tommy sempre più impegnato in campo politico mentre gli affari della società, divisa fra la Gran Bretagna e gli Usa, procedono a gonfie vele, almeno fino al drammatico crollo del 1929. Michael, infatti, che ora risiede in America, era stato precedentemente esortato da Tommy a vendere, ma non segue l’ordine e perde tutto. Da qui in poi iniziano i guai per la famiglia Shelby, con l’arrivo di nuovi personaggi che, inoltre, ne minano l’unità: tra questi la moglie americana di Michael, che una volta arrivata a Birmingham col marito dimostra subito di avere un grande ascendente su di lui e delle ancora più grandi ambizioni, e di voler tenere testa a Tommy, rispondendogli a modo. Se per recuperare i soldi si deve necessariamente tornare a investire maggiormente sugli affari illeciti (cavalli, calcio, spaccio), l’attività politica di Tommy è minata da un nuovo contendente al potere: è Oswald Mosley, che ha intenzione, sulla scia delle vicende estere, di creare un nuovo partito di estrema destra, l’Unione Britannica dei Fascisti.

Senza troppo dilungarci sulla vicende per non correre il rischio di spoilerare le puntate, possiamo assicurarvi un ritorno di Peaky Blinders in grande stile. Se da una parte anche questa quinta stagione presenta il medesimo impianto narrativo delle precedenti, non riservando alcuna sorpresa allo spettatore che si ritrova a guardare un prodotto dalla già consolidata efficacia, e inoltre riproponendo le tanto amate camminate al rallenty e la tostissima colonna sonora prevalentemente rock, dall’altra viene data una più grande importanza alla contestualizzazione storica. Si parte dal crollo di Wall Street per ambientare la vicenda alle porte della Seconda Guerra Mondiale, in un periodo di crescente odio razziale. Non a caso il personaggio di Oswald Mosley, seguace delle idee di Mussolini e più volte appellato “demonio” durante la serie, è davvero esistito (e alcuni già parlano di un ancor più importante personaggio storico come new entry per le nuove puntate che dovrebbero essere divulgate a fine 2020).

I 6 episodi della serie si esauriscono con un cliffhanger che lascia senza fiato: questa quinta stagione di forte impatto getta le basi per un cupo futuro della famiglia Shelby. Tra matrimoni che si rompono o che non si compiono, giovani che voglio prendere il posto della vecchia guardia rivelandosi essere il “gatto nero” di alcuni sogni premonitori, ogni personaggio subisce una sostanziale evoluzione. Tra tutti però spicca proprio Tommy, sempre in lotta con sé stesso e a rischio caduta. I sintomi della sua instabilità si riscontrano anche nel ritorno di una presenza dal suo passato tanto determinante da acuirne il dolore. L’interpretazione di Cillian Murphy è sempre oltre le aspettative, e anche stavolta non delude, ma il consiglio è di vederlo recitare in lingua originale per assaporarne la profondità della voce, che perde inevitabilmente spessore col doppiaggio.

Nel cast accanto a Murphy tornano Helen McCrory (zia Polly), Paul Anderson (Arthur Shelby), Finn Cole (Michael Grey), Sophie Rundle (Ada Shelby), Natasha O’Keeffe (Lizzie Stark) e Kate Phillips (Linda Shelby).

Ma qui sono determinanti i nuovi personaggi, che mineranno gli equilibri di famiglia e il potere dei Peaky Blinders. Anya Taylor-Joy interpreta Gina, la moglie americana di Michael Gray, mentre Sam Claflin è il leader fascista Mosley. La prima si è dimostrata molto efficace per quel poco che ha avuto modo di mostrarsi, e sicuramente avrà modo di far vedere “il peggio” del suo personaggio in futuro; Clafin finalmente si svincola dal ruolo del belloccio da commedia romantica che lo ha reso famoso ai più grazie a un’interpretazione più che convincente.

E ora, per ordine dei Peaky Blinders, accendete Netflix e iniziate il binge-watching!

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