Quale sarà la sceneggiatura vincitrice agli Oscar 2020?

miglior sceneggiatura

DOMENICA 9 FEBBRAIO SI SVOLGERA’ LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEGLI OSCAR 2020 : VEDIAMO CHI SONO I CANDIDATI COME MIGLIOR SCENEGGIATURA

Cos’è un film senza un copione? Non esisterebbe il film stesso se lo sceneggiatore di turno o a volte un’intera squadra non si dia da fare per mettere nero su bianco tutta la storia, i dialoghi, gli avvenimento e le singole scene.  Se la storia alla base del film è accattivante, originale e ben scritta, se i personaggi hanno una personalità e sono ben sviluppati, si è già a un buon punto per la realizzazione della pellicola stessa.

Una sapiente drammaturgia ha il potere di sedurre lo spettatore e sorprenderlo, così come potremmo rimanere sorpresi dal vincitore agli Oscar 2020 nella categoria Miglior Sceneggiatura.

Come per tutte le altre categorie, infatti, ci sono dei favoriti ma quando si parla di racconto tutto è possibile.

In trepidante attesa di scoprire domenica 9 febbraio chi conquisterà le tanto agognate statuette, vediamo quali sono i film che si contendono il titolo di Miglior Sceneggiatura (originale e non).

miglior sceneggiaturaIl super favorito sembra essere Quentin Tarantino con C’era una volta a Hollywood, che dopo aver ottenuto 3 Golden Globes, 4 Critics Choice Award, un premio ai BAFTA, potrebbe conquistare anche quello per Miglior Sceneggiatura 2020.

Non sarebbe la prima volta per il regista che è già stato premiato nel 1995 per Pulp Fiction e nel 2013 per Django Unchained.

C’era una volta a Hollywood è  ambientato nel mondo del cinema e nella Los Angeles del 1969, segnata dal tragico omicidio avvenuto nella villa di Roman Polanski, dove persero la vita la compagna del regista, incinta, e i loro amici Wojciech Frykowski, Abigail Folger e Jay Sebring.

Anche in questo film, Tarantino fa quello che gli riesce meglio: intrecciare storie, personaggi, unendo pezzi di vita vera a finzione e storia, per parlare della cosa che ama di più nella sua vita, il cinema.

Maggior rivale di Tarantino sarà Bong Joon-ho che con il suo Parasite ha già ottenuto lo Screen Writer Guild Award, un premio assegnato dalla corporazione americana degli “scrittori per schermi”, oltre ad aver vinto la Palma d’oro al  Festival di Cannes. L’opera del regista sud coreano è un insieme di generi, dalla commedia nera al dramma sociale, al thriller. Al centro del racconto, persone comuni alle prese con tragedie e disavventure. Da una parte una povera famiglia di simpatici cialtroni, che vive in un seminterrato, dall’altra una ricca famiglia, meno simpatica che vive in una grande villa. I destini delle due famiglie si incroceranno, con numerose sorprese, eventi spiazzanti e dinamiche mai scontate.

Altro candidato per la categoria sceneggiatura è Storia di un matrimonio, di Noah Baumbach che in maniera pulita e teatrale affronta il tema del divorzio e della separazione. Non è facile mettere fine a un matrimonio, soprattuto quando ci sono di mezzo dei figli e molto altro. Due entità che prima erano una sola cosa, ora devono imparare a riconoscersi e ricollocarsi. Baumbach, con la sua scrittura malinconica, riesce, dunque, a portare sullo schermo, con precisione quasi scientifica, la complessità dell’amore, della coppia e della famiglia.

Cena con delitto del regista Rian Johnson è un crime dalla trama accattivante senza rinunciare ai vecchi artifici, utilizzati in modo sorprendente. Il film si presenta come una satira della società americana contemporanea, attraverso le avventure dell’investigatore Benoit Blanc che deve scoprire chi ha ucciso l’85enne Harlan Thrombey.

Cena con delitto è un moderno omaggio ai grandi classici del genere, in particolare ai whodunit di Agatha Christie, maestra dei romanzi gialli deduttivi basati sulla scoperta del colpevole di un misterioso omicidio.

Fa parte della cinquina per la Miglior Sceneggiatura anche 1917, vincitore di 2 Golden Globes, 7 BAFTA, 3 Critics Choice Award. Il film di Sam Mendes si pone l’obiettivo di raccontare un anno cruciale della Prima guerra mondiale, il 1917, che segnò l’ingresso nel conflitto degli Stati Uniti. Ai due soldati protagonisti viene affidato il difficile compito di attraversare il territorio nemico per avvisare un loro battaglione dell’imboscata preparata dai tedeschi.

Un omaggio, dunque, a tutti i soldati che hanno fatto la Storia e alla generazione dei nonni che hanno dovuto vivere la brutalità e le ingiustizie di una guerra sanguinosa.

miglior sceneggiaturaTra quelli in nomination per la miglior sceneggiatura non originale vi sono le Piccole donne di Greta Gerwig, che ha riportato in vita le eroine del romanzo omonimo di Louisa May Alcott. Poi vi è la commedia nera Jojo Rabbit scritta e diretta da Taika Waititi, che si è ispirato al romanzo Caging Skies e Joker scritto dallo stesso regista Todd Phillips e basato sull’omonimo personaggio dei fumetti.  

In gara ma con poche chance di vincita, ci sono anche I due papi  di Fernando Meirelles scritto da Anthony McCarten sulla base del proprio lavoro teatrale, The Pope e The Irishman di Martin Scorsese.

Sarà una bella sfida quella di domenica, e che vinca la miglior Sceneggiatura!

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