Festival di Venezia, intervista a Blu Yoshimi

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INAUGURATO IL CICLO DI INCONTRI MENO DI TRENTA ALLA 77ESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DI VENEZIA CON LA GIOVANE ATTRICE BLU YOSHIMI

Il Festival del cinema di Venezia, giunto alla sua 77esima edizione, procede nonostante il clima di preoccupazione legato all’emergenza sanitaria.

Numerosi i film in concorso e gli eventi collaterali organizzati ogni anno, anche se la presenza del pubblico e degli artisti è condizionata alle norme per contenere il contagio da Covid. Il 2 settembre è stato inaugurato il ciclo di incontri di Meno di Trenta alla Mostraun’occasione per valorizzare i giovani protagonisti dell’audiovisivo italiano presenti alla Mostra di Venezia.

Il premio, ideato da Silvia Saitta, prevede dei riconoscimenti ad attori di cinema, TV e web rigorosamente sotto i trent’anni.

coverlgLa prima edizione del premio si è svolta a  Roma, il 7 dicembre 2019 ed è stata organizzata con Stefano Amadio direttore del portale Cinemaitaliano.info.  Vincitori, all’epoca, furono Carlotta Antonelli, Giacomo Ferrara, Ludovica Martino, Giulio Pranno, Phaim Bhuiyan e Jenny De Nucci. 

In questa 77esima edizione del Festival, a inaugurare il ciclo di incontri è stata la giovane attrice, Blu Yoshimi. Dopo il debutto al cinema nel 2008 con Nanni Moretti nel film Caos Calmo, è stata  protagonista di Piuma e Likemeback. Per quest’ultimo  è stata candidata alla prima edizione del premio Meno di Trenta nella categoria di Migliore Attrice-Categoria Cinema.

La giovane attrice arriva, ora, a Venezia insieme al cast del film Cigar au miel, opera prima di Kamir Aïnouz, che il 2 settembre ha inaugurato le giornate con gli Autori.

Sei a Venezia, edizione 77 con il film Cigar au miel. Potresti raccontare ai nostri lettori di cosa parla questo film e come sei arrivata a ottenere il ruolo, entrando in un cast internazionale.
Si, sono a questa edizione molto particolare con tutta la speranza che ha da dare per una nuova ripartenza. Il 2 Settembre Cigare Au Miel,opera prima di Kamir Ainouz, ha aperto le giornate degli Autori. È stato molto emozionante tornare in sala e vedere un film così bello. È un coming of age, ambientato negli anni ’90, di una ragazza franco-algerina (Zoe Adjani) alla ricerca di una sua identità. In bilico tra la famiglia tradizionale e nuovi amici, tra cui io, scoprirà che la crescita è unica per ognuno e avviene in diversi modi. È un film che indaga anche la femminilità e le aspettative che ci sono sull’essere donna.
Io ho sempre avuto una passione per la Francia e sono anni che cerco di farmi strada. Cigare Au Miel, più di tutto, rappresenta una grande soddisfazione personale. Sono salita a Parigi per un provino lo scorso anno e sono subito stata presa. Andare lì per girare un film è stato come un sogno finalmente tirato fuori dal cassetto. Sono stata accolta dalla regista, dalla troupe e il resto del cast con enorme rispetto e dolcezza.

Quanto ti assomiglia il tuo personaggio, Giulia?
Giulia è anche lei una ragazza italiana trasferitasi a Parigi per gli studi. Sono stata nei suoi panni anche prima del film (ho fatto uno scambio durante il liceo) e capisco come ci si possa sentire persi e affascinati allo stesso tempo. Le uniche indicazioni che mi venivano date erano di essere luminosa, sorridere, essere la spalla di Selma, la protagonista. Devo ammettere di non aver avuto troppe difficoltà. Ero così felice di essere lì che mi veniva particolarmente bene sorridere tutto il tempo!

Qualche mese fa era difficile immaginare di poter essere qui a Venezia, visto il clima di incertezza generale. Sarà stata una grande emozione ritornare al Lido?
Già, abbiamo passato dei mesi molto particolari quest’anno che spero ci abbiano dato modo di riflettere sulla rete che unisce gli esseri umani e il legame che noi abbiamo con la Terra. Il mondo è uno e ci stiamo tutti insieme, dobbiamo capirla profondamente questa cosa per evitare ulteriori disastri. A ogni modo Venezia e il Lido, rispetto alle altre edizioni che ho avuto il piacere di vivere, quest’anno sono sicuramente diversi. Più riflessivi per certi versi. Si sente la gratitudine che gli organizzatori e gli ospiti provano nel poter essere qui. Credo che, nonostante la cattiveria che a volte contraddistingue l’essere umano, alla fine ci vogliamo un po’ bene e abbiamo bisogno del confronto cuore a cuore. Questa Venezia può davvero essere una boccata d’aria per gli amanti di cinema e non.

Hai inaugurato il ciclo di incontri Meno di Trenta alla Mostra. Quanto spazio c’è, dal tuo punto di vista, per i giovani attori e attrici nel cinema italiano?
È stato un onore poter inaugurare questa iniziativa dedicata ai giovani. Io dico che di spazio per i giovani non ce n’è mai abbastanza ma forse sono di parte. Purtroppo le statistiche parlano e l’Italia si fa scappare tante belle teste e forse questo influisce anche sulle storie che si raccontano. Per avere ruoli giovani bisogna avere autori, produttori e distributori giovani. Credo ci sia stato un forte impegno da parte dei più grandi a creare più spazio e mi auguro che si possa andare verso un cinema italiano sempre più meritocratico e inclusivo!
Noi giovani siamo davvero il futuro e le generazioni che ci precedono hanno una grande responsabilità nel passarci il testimone così come noi ne abbiamo a riceverlo. Credo nella nostra generazione. È una generazione piena di talento e consapevolezza. Mi auguro che l’energia e la passione che stiamo sprigionando non si spenga quando inizieremo ad accontentarci. Bisogna crederci fino in fondo, altrimenti non vale!

Figlia d’arte, come ti sei avvicinata al mondo del cinema? Hai sempre sognato di fare l’attrice?
Fieramente figlia di Lidia Vitale. Seguire mia madre tra workshop, corsi, set e teatri ha sicuramente influito nel mio sogno di fare l’attrice. Mi piace pensare che sarebbe comunque accaduto. I primi approcci li ho avuto con pubblicità, documentari e cortometraggi prima dei 5 anni. Avevo un carattere molto forte e semplicemente chiedevo le parti e… mi venivano date! Poi ho debuttato a fianco di Nanni Moretti in Caos Calmo che rimane una delle esperienze più formative. A 15 anni ho iniziato a studiare assiduamente con Doris Hicks (aka June Jasmine) , membro a vita dell’Actors’ Studio con cui ho preparato anche molti dei miei personaggi. A oggi studio cinema all’università e continuo a seguire insegnanti di recitazione tra la Francia, Spagna e Stati Uniti. 

Prossimi progetti lavorativi?
La prossima settimana inizio le riprese di un film a cui tengo molto. È un horror, opera prima di Mattia Temponi. Siamo due protagonisti e sarà girato interamente in spagnolo. È una grande sfida per me e sono molto grata di poterla affrontare con questa squadra meravigliosa. Oltre a questo c’è sicuramente la laurea e alcuni progetti da autrice e regista in arrivo! Per ora ho fatto un piccolo esordio che spero di potervi mostrare a breve!

FOTO DI COPERTINA GERMANA RUSCIO

 

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