La scuola cattolica arriva al cinema ma è vietato ai minori di 18 anni

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ARRIVATO AL CINEMA IL 7 OTTOBRE, LA SCUOLA CATTOLICA DI STEFANO MORDINI SUL DELITTO DEL CIRCEO E’ VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI la scuola cattolica

Un film lacerante ma necessario. Così viene definito il nuovo film di Stefano Mordini, La scuola cattolica, che racconta l’atroce delitto del Circeo. Una pellicola che nelle intenzioni del regista dovrebbe essere destinata ai giovani, per sensibilizzarli sul delicato tema della violenza e dello stupro. In arrivo al cinema il 7 ottobre, ma già presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia e tratto dall’omonimo libro di Edoardo Albinati, La scuola cattolica è, però, stato vietato ai minori di 18 anni.

Una censura inaspettata e senza delle ragioni valide, che ha spiazzato il regista e il cast dell’opera che porta sul grande schermo uno dei momenti più atroci della storia italiana contemporanea.

Nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1975, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti furono umiliate, seviziate e stuprate dai ricchi amici, tutti di estrema destra, Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira. I tre uccisero Rosaria, mentre Donatella riuscì a salvarsi fingendosi morta. Un film, dunque, che racconta una storia vera, spartiacque nell’ordinamento giuridico italiano. Il delitto del Circeo, infatti, aprì nel 1975 un dibattito, conclusosi nel 1996, quando per la legge italiana la violenza sessuale passò dall’essere considerata un reato contro la morale a un crimine contro la persona.

La scuola cattolica,  però, oggi nel 2021 è stata dichiarata non adatta alla visione di un pubblico giovane e vietata quindi ai minori di 18 anni dalla Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche incaricata dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura. Una decisione che arriva a causa di alcuni elementi tematici del film e per valutazioni di tipo artistico-espressivo distanti dalle intenzioni originali del regista. La Commissione, infatti, ha preso nel mirino la “narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice”. Una lettura “che appare dalle immagini, assai violente negli ultimi venti minuti” e che “viene preceduta, nella prima parte del film, da una scena in cui un professore, soffermandosi su un dipinto in cui Cristo viene flagellato, fornisce assieme ai ragazzi, tra i quali gli omicidi del Circeo, un’interpretazione in cui gli stessi, Gesù Cristo e i flagellanti vengono sostanzialmente messi sullo stesso piano”.

la scuola cattolicaQuesta valutazione della Commissione, però, non è assolutamente condivisa dal regista che ha realizzato un film di adolescenti interpretato da adolescenti. Gli autori delle tremende violenze e dell’omicidio all’epoca dei fatti erano poco più che maggiorenni e una delle vittime era minorenne e vietare di vedere al cinema un film del genere ai giovani  sembra al quanto assurdo. Per le nuove generazioni, sempre più spesso a contatto con ogni forma di violenza, la visione di questo film potrebbe rappresentare una presa di coscienza per difendersi a loro volta.

La decisione di censurare il film di Mordini, inoltre, va contro le affermazioni del Ministro della cultura Franceschini che nell’aprile scorso aveva annunciato lo stop definitivo alla censura cinematografica. Istituire un divieto così vecchio come la censura e il divieto di visione ai minori per un film di qualità e che ricostruisce in modo verosimile un fatto di cronaca, risultata al quanto fuori luogo, per un Paese che pensa di aprire il voto anche ai sedicenni. La visione de La scuola cattolica poteva trasformarsi in un momento istruttivo per le giovani generazioni, un monito a non ripetere gli stessi errori del passato, visti anche  i casi di intolleranza e violenza che primeggiano sui social e su internet.

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