Mission Impossible – Dead Reckoning Parte uno: recensione

TOM CRUISE RISCHIA LA VITA ANCORA UNA VOLTA NEL NOME DEL GRANDE CINEMA. MISSIONE COMPIUTA, ANCHE SE LA TRAMA È SOLO UN PRETESTO.

missionimpossible_deadreckoning_locandinaDURATA: 163 minuti

USCITA: 12 luglio 2023

VOTO: 4 su 5

Mission Impossible è diventato ormai sinonimo delle acrobazie, degli stunt di Tom Cruise. Ad ogni nuovo capitolo l’attore supera sé stesso con una sfida ancora più rischiosa, ancora più pericolosa, ancor più stravolgente delle precedenti. In Dead Reckoning – Parte uno è il salto della morte col paracadute da una vetta rocciosa. Una sequenza pubblicizzata già durante le riprese, con il backstage promosso su qualsiasi forma di canale. Ma in realtà quella che fa palpitare più il cuore, che letteralmente tiene col fiato sospeso è la sequenza del treno in picchiata nel burrone. Treno dal quale, vagone dopo vagone, Ethan Hunt (Tom Cruise) e Grace (Hayley Atwell) devono salvarsi, saltando da una carrozza all’altra, sfidando la legge di gravità.

Mission Impossible è pieno zeppo di sequenze adrenaliniche di questa taratura. Ce n’è per tutti i gusti. Come l’inseguimento automobilistico mozzafiato per le strade di Roma. L’azione è tirata ai massimi livelli, e non delude. Ma forse l’attenzione è un po’ troppo focalizzata solo su quello. A differenza degli altri capitoli la storia è poco più che un pretesto, anche se prevediamo un senso di completezza dopo Dead Reckoning parte seconda.

Le “chiavi” che tutti vogliono e tutti cercano non sono altro che un MacGuffin per mettere in moto la vicenda. Infatti ad Ethan Hunt interessa solo distruggerle dopo averle ottenute. L’idea di una intelligenza artificiale talmente avanzata da essere in grado di alterare la realtà sembra un po’ esagerata, anche se bisogna ammettere che di questi tempi è attualissima. A conti fatti però non è troppo distante dalla tecnologia che metteva in ginocchio l’umanità in Die Hard – vivere o morire o addirittura quello che rappresentava Skynet, se vogliamo scomodare i capisaldi.

Detto ciò il carisma di Tom Cruise, la confezione ad alta tensione, le ambientazioni in giro per il mondo danno poco tempo per fermarsi a pensare e quindi, meglio godersi lo spettacolo, perché se c’è uno che sa come realizzare un film degno della sala, quello è proprio Tom Cruise.

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"O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire."