Pasolini: omaggio al Festival Internazionale del cinema in Medio Oriente

PASOLINI, ORGANIZZATA IN ISRAELE UNA RASSEGNA SULL’AUTORE ITALIANO

pasolini ferraraOggi, 9 ottobre 2014, prenderà inizio la trentesima edizione del Festival Internazionale del cinema ad Haifa, in Israele. Un evento, che da oggi, osserva il nostro paese e la cultura del nostro cinema sotto una lente d’ingrandimento non indifferente. L’occhio di un grande autore: Pier Paolo Pasolini. Lo scrittore, sceneggiatore, poeta e regista bolognese sarà protagonista della rassegna d’immagini My Pasolini, ideata e curata dal fotografo, documentarista, critico ed amico del regista Gideon  Bachmann.

Gideon Bachmann è stato già testimone di una parte importante del nostro cinema più celebre e apprezzato nel mondo, quello di Federico Fellini. Il fotografo ha infatti collaborato a fianco del regista sul set di 8 ½ creando un documento fotografico di rara bellezza e creando il documentario Ciao Federico!, che scruta con occhio fotografico il set del film Satyricon.

L’esigenza di rendere omaggio alla figura di artista di Pier Paolo Pasolini, nasce da una profonda amicizia che Bachmann  intraprese con lui. Un’amicizia nata grazie ad una discussione ferocemente critica, che quest’ultimo rifilò all’autore bolognese riguardo al suo rivoluzionario modo di fare cinema dopo la visione di Accattone, presentato, nel ’61, al Festival del Cinema di Venezia. Un confronto che li portò a collaborare insieme ad una serie d’interviste, registrate e messe in onda nel programma radiofonico che lo stesso Bachmann teneva a New York. Un rapporto di amicizia, ma anche professionale, che continuò su molti set dei diversi  lavori del regista.

Un omaggio, questo, considerato dallo stesso fotografo “..più la rassegna di un’amicizia che il reportage su una personalità pubblica”. 

La rassegna farà parte di un vero e proprio omaggio al lungimirante artista italiano: Tribute to Pasolini. Un’iniziativa che vedrà la proiezione del  film Pasolini di Abel Ferrara, e di Pasolini prossimo nostro film-documentario di Giuseppe Bertolucci, incentrato sulla lavorazione del film Salò o le 120 giornate di Sodoma, dove sono presenti le registrazioni audio – impressionate da Bachmann – delle interviste tenutesi sul set di quello stesso film, nel 1975.

A quasi quarant’anni dalla morte del regista, l’evento assume un’importanza e un significato particolare, che ricorda quanto sia importante conoscere  e approfondire il testamento artistico di un grande e poliedrico autore. Un artista che permeato di un incredibile senso civico e amore per l’arte, più di altri ha saputo comprendere l’animo profondo della sua società, individuandone i pregi e gli innumerevoli difetti.

 

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