Nero: la serie noir indipendente di Giuseppe Piva

DA GIUGNO IN ONDA SULLE RETI LOCALI E REGIONALI DEL DIGITALE TERRESTRE

NeroProdotto dall’Associazione Culturale Agata Film, vincitrice con il cortometraggio Es del premio Canon 2014, Nero si presenta come un raccolto cupo, “noir” appunto, di una piccola realtà di provincia, caratterizzata dalle solite convenzioni sociali, scossa da eventi al limite della legalità. Formata da dodici episodi, di cui sei già girati, la serie sarà online sui canali ufficiali di Agata Film entro la fine di quest’anno, dopo una prima messa in onda in più di 50 televisioni locali e regionali del Digitale Terrestre nel prossimo mese. Scelta dettata dal fatto che l’argomento della serie, secondo la produzione, può riscontrare maggiore efficacia in quei canali che tipicamente sviscerano la realtà locale.

L’idea, infatti, è stata quella di realizzare una fiction fortemente caratterizzata dall’ambientazione, ossia la provincia del nord Italia, spesso intesa come “non-luogo”, una zona di confine priva di unicità e stimoli, e dalla quale si vuole fuggire. Ed è qui che si consuma l’intreccio delle storie dei protagonisti: la Signora d’Amico, ricca vedova di un malavitoso locale, che controlla il territorio tramite suo figlio; Andy, sicario dal passato oscuro, che viene inconsapevolmente coinvolto dalle conseguenze di una violenza domestica ai danni di un uomo. Tutti loro incontreranno la giustizia più dura e spietate che ha la sembianze di Nero e Angelica.

La serie Nero è diretta da Giuseppe Piva, regista dei cortometraggi Body Art, Nero notte, Men Rapist e del già citato Es, che può vantare inoltre diversi format all’attivo, tra cui il programma musicale Piacenza di notte. Alla sceneggiatura troviamo, invece, Giosuè Cremonesi, autore del romanzo Mai avuto sentimenti e fedele collaboratore del regista, dato che è sua la firma di praticamente tutti gli script dei corti sopracitati. La fotografia è di Ettore Sola, mentre numerosi sono i nomi impiegati nel cast, come Gloria Coco, Gianpiero Aceto, Massimo Barberi e Vito Benicio Zingales. Le prime sei puntate, prodotte come detto dall’Agata Film, sono state realizzate grazie a fondi ottenuti sotto forma di erogazioni liberali e autofinanziate, per un budget totale di 30.000 euro.

Un budget, a giudicare dal trailer, che si vede tutto. La tecnica cinematografica, che presenta con distacco l’inasprimento e la conseguente violenza del racconto, ricalca perfettamente i generi, sia del noir sia della dark comedy, di riferimento. Regia e fotografia vengono poi magistralmente supportati da dialoghi feroci quanto quotidiani e, quindi, realistici. Quasi in opposizione a tale verosimiglianza, l’interessante scelta di usare il colore nero, e non rosso, per il sangue, con l’espressa intenzione di non concentrare l’attenzione sulle ferite “fisiche” dei personaggi quanto, piuttosto, su quelle psicologiche. Il nero, inoltre, richiama uno degli aspetti più intriganti della serie, ovvero l’inserimento in ogni puntata di una graphic novel creata ad hoc, e quindi il colore dell’inchiostro del “motion comic” che narra la storia di due personaggi principali.

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