Ida: recensione film

IDA, LA SCELTA DI VITA DI UNA RAGAZZA NORMALE

ida-manifestoGENERE: drammatico

DURATA: 80′

USCITA IN SALA: 13 Marzo 2014

VOTO: 3 su 5

Ida, di Pawel Pawlikowski, è un film intelligente, un viaggio alla scoperta della Polonia del passato e dei suoi scheletri nell’armadio. Ida è il conflitto interiore di una persona che deve scegliere fra la religione che l’ha salvata durante l’occupazione nazista e la sua identità. Fede ed identità si fondono in una pellicola ambientata nella Polonia del 1962.

La protagonista indiscussa del film è Anna un’orfana cresciuta in un convento interpretata da Agata Trzebuchowska. Si sta per fare suora e, poco prima di prendere i voti, fa la conoscenza di Wanda, sua zia. Wanda è l’unico legame con il suo passato, un passato poco chiaro. E’ in occasione dell’incontro fra le due che Anna scopre di chiamarsi Ida, scopre di essere ebrea. La sua non è solo una ricerca spirituale, la sua è una ricerca delle origini. Le risposte che troverà saranno determinanti per il suo avvenire.

La trama è d’effetto: la protagonista, aspirante suora, riscopre sé stessa grazie ad una zia che ha uno stile di vita completamente diverso dal suo. Anna vuole diventare quella che possiamo considerare una istituzione religiosa e spirituale. Wanda invece è un’istituzione laica e civile. Una donna matura la quale in passato ha contribuito alla nascita della Polonia Socialista e che è sfiduciata dall’evolversi della situazione. In più occasioni si chiederà a cosa sia servito il suo lavoro e non troverà una risposta… per questo chiede ad Anna/Ida di riflettere sulle sue convinzioni o sul suo percorso spirituale affinché non si penti negli anni a venire.

D’altro canto Anna conosce una cosa soltanto, ha trascorso tutta la sua vita in un convento e la fede è l’unica cosa che le importa. Avverrà si una trasformazione momentanea, nella quale è Ida a prevalere ed avverrà la scoperta della femminilità o di quegli atteggiamenti tipici presi in prestito dalla zia, questa però sarà solo una parentesi rosa che durerà molto poco. Assaporando il mondo reale Anna/Ida troverà conferma delle decisioni prese fino a quel momento.

Ida ha però purtroppo una serie di contro evitabili. A partire dalle scelte stilistiche del regista, delle inquadrature uscite male (in molte delle quali vengono tagliate le espressioni dei soggetti preferendo dare importanza al contorno dell’ambiente), i campi lunghi e i primi piani in molte occasioni potevano essere corretti, passando per una fine troppo frettolosa (in particolare a proposito del modo in cui viene “licenziato” il personaggio di Wanda) il tutto aggravato dalla durata, ahimè non copiosa, del film ed arrivando ad un particolare neanche troppo secondario della storia: la solita idea che la donna debba essere o casta o “libertina”, Ida fa la puritana e poi riscopertasi femmina (non donna)…

Una nota positiva va alla fotografia pulita di Łukasz Żal e al Cinema Eden in Roma che ha tentato di diffondere una pellicola di questo tipo. Un film che in parte funziona molto e che lascia soddisfatti ma che ci riesce solo a metà ed avrebbe potuto fare di più.

 

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