Predestination: recensione film


PER SALVARE IL FUTURO BISOGNA CONOSCERE IL PASSATO

Predestination recensione

GENERE: fantascienza, drammatico, thriller

DURATA: 97 minuti

USCITA IN SALA: 1 luglio 2015

VOTO: 4 su 5

Uno dei punti focali del cinema di fantascienza è stato quello di riuscire a trattare, senza eccedere, il delicato quanto utopistico concetto di viaggio temporale. Dai perfetti incastri di Ritorno al futuro, passando per l’ossessiva ricerca della salvezza in The time machine fino alla casualità dello spostamento nel tempo di The butterfly effect questa rimane un’argomentazione trattata con varie chiavi di lettura.

I fratelli australiani Michael e Peter Spierig hanno cercato di ritrattare il tema con lo sci-fi Predestination. Il film, scritto e diretto dai due, è uscito nei cinema americani questa estate ed è l’adattamento cinematografico del racconto Tutti i miei fantasmi (All You Zombies…) del 1959 di Robert A. Heinlein.

Un agente temporale (Ethan Hawk), che ha la capacità di eseguire salti nel tempo grazie ad una misteriosa custodia di violino, un giorno viene incaricato dal suo capo (Noah Taylor) di inseguire a ritroso nel tempo un folle criminale che risponde al nome di “bomber amatoriale”, cercando così di prevenire una futura strage di oltre 10.000 civili nella città di New York. La sua ricerca partirà dal reclutamento di John Doe (Sarah Snook) un ermafrodita, che in gioventù aveva partorito una figlia prima di diventare totalmente uomo.

Dopo un’ introduzione volutamente lenta nella quale l’elemento drammatico è preponderante, la storia inizia ad evolversi, contaminando la trama con continui indizi da districare lungo il percorso. Il viaggio nel tempo è visto come punto di partenza, da lì i fratelli Spierig cercano di comunicare la concezione di predestinazione e paradosso temporale. Come per un cane che si morde la coda, la trama circolare ad ogni giro di boa riesce ad aggiungere un tassello in più.

Un film diviso in due atti. La prima parte intrisa di dialoghi lascia spazio alle ovvie implicazioni etiche e morali derivanti dai salti spazio-tempo e rapisce per il modo estremamente curato di raccontarne la storia. Ed una seconda parte fatta di repentini cambi di rotta, dove la necessaria iniezione di adrenalina ci mostra velocemente la chiusura del cerchio.

Predestination è un drama-thriller-sci-fi in grado di distinguersi per la capacità di intrattenere e incuriosire lo spettatore dall’inizio alla fine e per l’ottima performance degli attori principali. Non rimane che vederlo, più di una volta, ponendosi la più classica fra le domande retoriche:”È nato prima l’uovo o la gallina?


PREDESTINATION: PER SALVARE IL FUTURO BISOGNA CONOSCERE IL PASSATO

Predestination recensione

GENERE: fantascienza, drammatico, thriller

DURATA: 97 minuti

VOTO: 4 su 5

Uno dei punti focali del cinema di fantascienza è stato quello di riuscire a trattare, senza eccedere, il delicato quanto utopistico concetto di viaggio temporale. Dai perfetti incastri di Ritorno al futuro, passando per l’ossessiva ricerca della salvezza in The time machine fino alla casualità dello spostamento nel tempo di The butterfly effect questa rimane un’argomentazione trattata con varie chiavi di lettura.

I fratelli australiani Michael e Peter Spierig hanno cercato di ritrattare il tema con lo sci-fi Predestination. Il film, scritto e diretto dai due, è uscito nei cinema americani questa estate ed è l’adattamento cinematografico del racconto Tutti i miei fantasmi (All You Zombies…) del 1959 di Robert A. Heinlein.

Un agente temporale (Ethan Hawk), che ha la capacità di eseguire salti nel tempo grazie ad una misteriosa custodia di violino, un giorno viene incaricato dal suo capo (Noah Taylor) di inseguire a ritroso nel tempo un folle criminale che risponde al nome di “bomber amatoriale”, cercando così di prevenire una futura strage di oltre 10.000 civili nella città di New York. La sua ricerca partirà dal reclutamento di John Doe (Sarah Snook) un ermafrodita, che in gioventù aveva partorito una figlia prima di diventare totalmente uomo.

Dopo un’ introduzione volutamente lenta nella quale l’elemento drammatico è preponderante, la storia inizia ad evolversi, contaminando la trama con continui indizi da districare lungo il percorso. Il viaggio nel tempo è visto come punto di partenza, da lì i fratelli Spierig cercano di comunicare la concezione di predestinazione e paradosso temporale. Come per un cane che si morde la coda, la trama circolare ad ogni giro di boa riesce ad aggiungere un tassello in più.

Un film diviso in due atti. La prima parte intrisa di dialoghi lascia spazio alle ovvie implicazioni etiche e morali derivanti dai salti spazio-tempo e rapisce per il modo estremamente curato di raccontarne la storia. Ed una seconda parte fatta di repentini cambi di rotta, dove la necessaria iniezione di adrenalina ci mostra velocemente la chiusura del cerchio.

Predestination è un drama-thriller-sci-fi in grado di distinguersi per la capacità di intrattenere e incuriosire lo spettatore dall’inizio alla fine e per l’ottima performance degli attori principali. Non rimane che vederlo, più di una volta, ponendosi la più classica fra le domande retoriche:”È nato prima l’uovo o la gallina?

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