Una vita da gatto: recensione

UNA VITA DA GATTO, COMMEDIA PREVEBILE E SCONTATA, CON L’UNICO VANTAGGIO DI AVERE KEVIN SPACEY NEL CAST

UNA VITA DA GATTO LOCANDINAGENERE: commedia

DURATA: 87 minuti

USCITA IN SALA: 7 dicembre 2016

VOTO: 2,5 su 5

Tom Brand, multimilionario dall’ego smisurato, concorre alla costruzione del grattacielo più alto non solo di Manhattan, ma di tutti gli Usa. Troppo impegnato sul lavoro per dare attenzioni alla sua famiglia, dimentica il compleanno della figlia, e quando deve pensare al regalo, la neo undicenne gli fa sapere di desiderare un gatto. Combattuto se acquistarlo o meno, data la sua repulsione per questo tipo di animale, alla fine si reca in un negozio, dove uno strano tipo, Felix Perkind, gli vende Mister Fuzzypants. Subito dopo l’uomo ha un terribile incidente che lo getta in coma, ma la sua anima passa nel corpo del gatto. Da questo momento l’uomo non farà altro che provare a farsi riconoscere da moglie e figli, e scoprirà quanti tramano alle spalle nella sua società, ma anche quanti lo amino nella sua famiglia.

La lettura della trama del film suggerisce subito quello che rappresenta: un lungometraggio senza sorprese. Tutto è già visto e prevedibile, seppur confezionato abilmente, con una grafica non male e diversi momenti divertenti. Il problema, però, è proprio che Una vita da gatto non è niente di nuovo.

Quante volte abbiamo visto film in cui qualcuno passava nel corpo di un altro, uomo o animale, per capire dove stava sbagliando e poter rimediare prima che fosse troppo tardi? Tante, e questo film rientra perfettamente in quel ciclo, a cui però nulla aggiunge. Le battute non mancano, né grandi interpreti quali Kevin Spacey e Christopher Walken, seppur circondati da ruoli banali recitati in modo fin troppo stucchevole (vedi moglie, figlio e figlia).

Interessante però il finale: perché il magnate Tom Brand, da tutta questa storia, ha certamente capito cosa dare alla sua famiglia, ma questa avventura non lo ha cambiato, tanto che continua ad odiare i gatti. E in mezzo a tutto questo zucchero, il suo cinismo ci piace.

Insomma, Una vita da gatto nient’altro è che un gradevole film per famiglie, senza troppe pretese né aspettative. Se cercate qualcosa di più impegnato, allora questo non è ciò che fa per voi.

 

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"Suonala ancora, Sam"