The Founder: recensione

LA STORIA DEL FONDATORE DI MCDONALD’S INTERPRETATA MAGNIFICAMENTE DA MICHAEL KEATON IN THE FOUNDER

The Founder locandinaGENERE: biografico, drammatico
DURATA: 115 minuti
USCITA IN SALA: 12 gennaio 2017
VOTO: 3,5 su 5

Nel 1954 Ray Kroc, venditore di frullatori dell’Illinois in crisi, incappa nel ristorante dei fratelli Dick e Mac McDonald a San Bernardino. La loro idea di ristorazione è innovativa e interessante: un luogo dove mangiare solo hamburger e patatine e bere Coca-Cola, preparando il tutto con estrema rapidità, senza attese e senza tavoli o sedie dove dover obbligatoriamente fermarsi a consumare il proprio pasto. Kroc intuisce il forte potenziale di questo nuovo modello di ristorante e riesce a convincere i fratelli McDonald ad affidarsi a lui per trasformare la loro idea da un singolo locale a una catena di filiali in tutti gli Stati Uniti. Prende così il via l’avventura di McDonald’s, colosso del fast food che detta le leggi del mercato ancora oggi. Per riuscire nella sua impresa, però, Kroc ha portato avanti idee e strategie guidate solo da ambizione e spirito capitalista, dimenticandosi ben presto di valori come umanità e rispetto.

Un biopic lucido e diretto questo The Founder. A dirigerlo, John Lee Hancock, già regista di pellicole biografiche come Saving Mr. Banks e The Blind Side.

A emergere con energia e incisività è la brillante performance di Michael Keaton: l’attore conferma la sua nota bravura mostrandosi capace di donare magnetismo misto a follia allo sguardo azzurro di Ray Kroc. Uno sguardo che, per due volte, viene rivolto direttamente verso la macchina da presa: forse un tentativo, posto significativamente a inizio e a fine film, di chiamare in causa lo spettatore per un’immedesimazione con il protagonista che, però, risulta quasi impossibile. Quello sguardo in macchina sembra in realtà una ferrea presa di posizione, un riaffermare con decisione natura e dinamiche della storia mostrata, raccontate con una neutralità quasi spinta all’estremo da regista e sceneggiatore.

La vicenda di Ray Kroc e della fondazione del suo impero rappresentano la realizzazione del tipico sogno americano: il raggiungimento del successo economico, spinti da ambizione e sete di potere, è l’obiettivo che muove l’intera pellicola. L’incontro – che diverrà scontro – tra Kroc e i fratelli McDonald costituisce in nuce la costante dicotomia tra leggi di mercato e umanità: non può esserci davvero dialogo tra il capitalista Kroc, in cerca di un riscatto economico e innamorato del suo stesso ego, e Dick e Mac, mossi dalla passione per il loro lavoro ma anche da ideali di rispetto verso il prossimo. E in questa lotta, i “buoni” ispirano quasi tenerezza, immersi come sono in principi che la voracità liberista del nemico fa apparire come ingenue convinzioni.

The Founder diviene così quasi manuale di economia, sorta di spiegazione per immagini di come funziona il mondo del business e delle norme che lo regolano. Un film che unisce didascalicità a narrativa in un connubio riuscito che però lascia da parte lo spettatore: simpatizzare per Kroc o anche solo gioire per le sue vittorie (è pur sempre il protagonista) è quasi impossibile. Ma forse, alla fine dei conti, questo non è poi un problema.

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