Chi salverà le rose? – recensione

CHI SALVERÀ LE ROSE? AMORE INCONDIZIONATO, POKER, RAPPORTO PADRE-FIGLIA NEL FILM DI CESARE FURESI

chi salverà le rose?GENERE: drammatico

DURATA: 103 minuti

USCITA IN SALA: 16 marzo 2017

VOTO: 2,5 su 5

Chi salverà le rose?, opera prima di Cesare Furesi, narra la storia di un amore eterno, quello fra Giulio (Carlo Delle Piane) e Claudio (Lando Buzzanca), una coppia di anziani omosessuali alle prese con la malattia e una grave crisi finanziaria.

Giulio, ex avvocato e giocatore di poker, vive la sua vita ad Alghero insieme al compagno Claudio, affetto da una grave malattia che lo costringe a letto. Per amor di Claudio, Giulio smette di giocare a poker, dedicandosi totalmente a lui. Ogni mattina, insieme alla colazione, Giulio gli porta una rosa rossa.

Purtroppo le necessarie cure mediche richiedono enormi quantità di denaro. Giulio è costretto a vendere i mobili della casa, a licenziare cameriera e giardiniere e a ipotecare i suoi beni. Quando la salute di Claudio peggiora, Giulio chiama sua figlia Valeria (Caterina Murino), con la quale ha un rapporto difficile per colpa della sua passione per il gioco d’azzardo. La donna è mamma di un ragazzo, Marco (Antonio Careddu), che ha cresciuto da sola e che ha preso dal nonno la passione per il poker. Sarà Valeria a dover affrontare e risolvere i problemi economici del padre ma forse occorrerà anche l’intervento di Giulio. Quest’ultimo infatti tornerà a vestire i panni del giocatore di poker per l’ultima volta e proverà a salvare le sorti della famiglia, insieme al nipote Marco.

Che alla base di Chi salverà le rose? ci siano tante buone intenzioni è cosa certa. Il regista ha realizzato il film con un budget molto basso e in tempi ristretti, in solo tre settimane, scegliendo come location la sua terra d’origine, Alghero. All’inizio il racconto della storia d’amore, di quel sentimento profondo che spinge a fare tutto il possibile e anche l’imprevedibile per il bene dell’altra persona, sembra promettere bene. Ma con il proseguire del film, ci si rende conto che nonostante le premesse iniziali, la riuscita non è totalmente positiva.

Chi salverà le rose? avrebbe potuto essere molto altro e molto di più ma gli autori si sono concentrati a riempire di fin troppe parole parti che sarebbero state perfette anche solo con le immagini. Forse per paura che la vicenda non fosse abbastanza chiara, hanno fatto un uso eccessivo dei dialoghi che hanno appesantito tutta la struttura filmica e reso poco credibile tutta la sceneggiatura. Purtroppo anche gli attori non hanno contribuito ad alleggerire il tutto. A volte  si sono trasformati in semplici lettori di battute che risultavano artificiose e poco spontanee. La scena della partita di poker, fulcro di tutto il film, è apparsa lenta e poco credibile agli occhi di un giocatore esperto.

Un plauso va fatto alla bravura e alla dolcezza disarmante di Carlo Delle Piane, che torna a vestire i panni dell’avvocato Santelia, personaggio cult di Regalo di Natale di Pupi Avati.

Nonostante le buone intenzioni iniziali del regista, i tramonti e i paesaggi mozzafiato di cui il lungometraggio è pieno, il risultato finale non è convincente. Così come la tenerezza dei due uomini e dell’amore che li legherà per sempre, non sono sufficienti per la buona riuscita del film.

 

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