Song to Song: Recensione

TERRENCE MALICK ALLA RICERCA DELLA PERFEZIONE STILISTICA PER RACCONTARE UNA STORIA D’AMORE ‘SONG TO SONG’

song to song locandinaGENERE: drammatico, sentimentale, musicale

DURATA: 120′

USCITA IN SALA: 10 maggio 2017

VOTO: 3,5 su 5

Ad Austin, in Texas, si intrecciano le vite sentimentali e professionali di quattro persone, generando due complicati triangoli amorosi. BV (Ryan Gosling) è un musicista che cerca il successo con l’aiuto della fidanzata cantautrice Faye (Rooney Mara) e del suo produttore, il ricco magnate Cook (Michael Fassbender). Tra i tre si stabilisce un legame che va oltre il semplice rapporto professionale e che coinvolge ben presto anche la cameriera Rhonda (Natalie Portman). Nasce così una relazione intima e passionale in continuo bilico tra seduzione e tradimento.

Esteticamente perfetto, con uno stile sublime e sussurrato, Terrence Malick narra di due triangoli sentimentali in Song To Song, ma in realtà ci invita a guardare con occhi attenti gli sviluppi di una storia d’amore complicata e appassionata – quella tra BV e Faye – fatta di sguardi, pochissimi dialoghi, sensazioni ed emozioni. Due anime che si incontrano, si perdono e si ritrovano. La narrazione costituita dall’immancabile voce fuori campo dei quattro protagonisti contribuisce a rendere le inquadrature più intime e dettagliate, producendo, però, un effetto di assoluta lentezza, spezzato dai frenetici ambienti musicali con cui vengono a contatto. Su e giù dai palcoscenici, a contatto con alcuni degli artisti di fama internazionale, come Iggy Pop, Arcade Fire, Anthony Kledis – frontman dei Red Hot Chili Peppers – e Patti Smith.

Da canzone a canzone, BV e Faye rappresentano un equilibrio perfetto e ogni cosa intorno a loro sembra vivere in una perfetta armonia. Rooney Mara è l’unica a trovarsi più a suo agio sulla scena – non a caso è a lei che Malick dedica le inquadrature più intense: nei panni di un personaggio in conflitto con se stessa e la sua identità, che sogna la libertà, cerca l’amore, vuole essere amata e sperimentare qualsiasi cosa. Divisa tra il sentimento genuino di BV e l’affetto distruttivo di Cook – un cattivo Michael Fassbender che sembra uscito dal sequel di Shame – , Faye insegue le sue passioni scatenandosi nei backstage dei concerti, ballando come una farfalla di relazione in relazione, song to song.

Terrence Malick è un regista che può piacere oppure no. Al di là della perfezione stilistica, che esalta la bellezza di un cast corale di prim’ordine (c’è anche Cate Blanchett), Song to Song si riduce ad essere l’ennesima sperimentazione creativa di Malick: una pellicola lenta e filosofica sull’amore e il perdono, che si protrae per due ore con angoscia e disperazione in un vortice di malessere a cui i personaggi, come burattini, si abbandonano completamente.

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Linguista, aspirante giornalista, amante del cinema, malata di serie tv, in particolare dei crime polizieschi.