La Favorita: recensione

RACHEL WEISZ ED EMMA STONE SI CONTENDONO CON OGNI MEZZO LA BENEVOLENZA DI OLIVIA COLMAN IN LA FAVORITA DI YORGOS LANTHIMOS

la favorita posterGENERE: storico, biografico

DURATA: 120 minuti

USCITA AL CINEMA: N/D

VOTO: 4,5/5

Dopo Il sacrifico del cervo sacro, che gli è valso il premio per la migliore sceneggiatura allo scorso Festival di Cannes, il regista greco Yorgos Lanthimos ha conquistato la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con La Favorita.

Il film è basato sulla sceneggiatura scritta da Tony McNamara, che a sua volta trae spunto dall’originale di Deborah Davis, andato in onda su BBC Radio con il titolo Balance of Power.

Ambientata all’inizio del XVIII secolo nell’Inghilterra della Regina Anna (interpretata da una divina Olivia Colman), La Favorita è un’opera sorprendentemente piacevole e ironica, in cui due cortigiane si contendono i favori della sovrana.

Lady Sarah Churchill, duchessa di Marlborough (Rachel Weisz), è da anni la persona più vicina alla Regina, colei che governa dietro le quinte, spingendo la donna a fare ciò che desidera e arrivando addirittura a farsi regalare un intero palazzo.

La situazione è destinata a cambiare con l’arrivo della sfortunata cugina Abigail Masham (Emma Stone), che fa la sua entrata in scena ricoperta di fango e con una lettera della zia.

La giovane è in cerca di un lavoro, che le viene magnanimamente concesso, pur se come membro della servitù.

Ma grazie alla sua astuzia, mascherata da gentilezza, Abigail riesce pian piano ad avvicinarsi alla sovrana, dicendole esattamente ciò che la donna vuole sentirsi dire, al contrario della duchessa, che preferisce utilizzare l’onestà con un pizzico di cattiveria.

“Se mi amate, fatelo. L’amore non ha dei limiti”, afferma la Regina in una delle scene iniziali del film di fronte al rifiuto di Sarah di salutare i suoi coniglietti – diciassette, come i figli che ha perso.

E c’è anche l’amore al centro del film, unito alla crudeltà e al cinismo, poiché alla fine ognuna delle protagoniste pensa soltanto a se stessa e alla propria sopravvivenza, come confessa senza troppi peli sulla lingua Abigail.

In un susseguirsi di capitoli, come se stessimo sfogliando le pagine di un romanzo, la vicenda diviene sempre più coinvolgente e appassionante, lasciando lo spettatore incantato e al tempo stesso divertito da una vena di pungente ironia.

Non sono necessarie troppe spiegazioni, perché La Favorita ci mostra tutto ciò che dobbiamo sapere, spesso sottolineando l’ovvio e suscitando anche la benevolenza dello spettatore, che non potrà che restarne ammaliato.

Meritano una speciale menzione anche gli splendidi costumi realizzati da Sandy Powell.

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