Philomena: recensione film

L’AGRODOLCE STORIA DI UNA MADRE ALLA RICERCA DEL PROPRIO FIGLIO

philomena-posterGENERE: drammatico

DATA DI USCITA: 19 dicembre

DURATA: 98′

VOTO: 4 su 5

Le macchine del tempo non esistono: è il ricordo ad avere tale funzione all’interno del passato di un individuo. Ed è proprio attraverso le immagini dei ricordi di Philomena, protagonista dell’omonimo film di Stephen Frears, che conosciamo la sua tragica storia e da dove nasce il bisogno di ritrovare il figlio, portatole via ancora bambino dalle suore del convento nel quale la donna, all’epoca ancora adolescente, viveva.

Tratto dal romanzo The Lost Child of Philomena Lee, a sua volta frutto di una storia vera, di Martin Sixsmith, Philomena è un agrodolce melodramma che ha come protagonista un’anziana donna irlandese la quale, forte di testardaggine e fede, racconta la sua vicenda a un giornalista il quale farà proprio il  dramma aiutando, per lavoro e voglia di giustizia, l’orfana madre nella ricerca di Anthony.

Il lungometraggio è retto da una regia pulita e dalla chiarezza del racconto che, senza infastidire lo spettatore, danza tra presente e passato colmando tutti i possibili buchi di sceneggiatura e aiutando nell’introspezione del personaggio protagonista che a sua volta è tenuto in piedi da una bravissima Judi Dench.

Philomena e Martin si incontrano in un momento della propria esistenza per entrambi particolare, si riconoscono immediatamente e, nonostante a prima vista possa sembrare che sia l’uomo ad aiutare la madre disperata, in realtà il loro rapporto è un dare avere assolutamente paritario dove lei ha bisogno di qualcuno che la porti da suo figlio e lui, da giornalista in crisi, di una storia da raccontare.

Il rapporto dei due viene interamente basato su dialoghi in grado di coprire i momenti più forti con delicati veli di intelligente ironia rendendo l’intero lavoro leggero ma mai superficiale e il duro confronto sulla fede in Dio che, nonostante il suo vissuto, non ha mai abbandonato Philomena – come una manzoniana Lucia – è il punto più alto di un affiatamento che fa della Dench e di Steve Coogan un’improbabile e perfetta coppia da grande schermo.

Non sbaglia nulla Frears in Philomena: dai suoi movimenti di camera, agli attori, alla sceneggiatura scritta dallo stesso Martin Sixmith e per questo così minuziosa, il  lungometraggio del cineasta inglese è l’esempio di un dramma che commuove pur non piangendosi addosso. È l’esempio di come un film drammatico dovrebbe essere.

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