Roma Film Fest 2014 – Stonehearst Asylum: recensione film (Mondo genere)

STONEHEARTS ASYLUM, IL MANCATO ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO DEL RACCONTO DI EDGAR ALLAN POE

STONEHEARST ASYLUM FILMVOTO: 2 su 5

E’ un concetto strano quello racchiuso nella parola Pazzia. E’ strano perchè è intriso di un significato socialmente accettato come negativo, eppur così soggettivo.  La pazzia è la malattia di chi si comporta in maniera diversa, fuori dal comune e per questo non diffusamente approvata. La paura che hanno le persone per il diverso determina incomprensione quindi chiusura, è dai secoli dei secoli che non riusciamo a guardare senza criticare qualcosa che si discosta dal nostro pensiero di normalità. Ma non c’è cosa più falsa, come l’esperienza e la conoscenza insegnano. Siamo stati abituati a criticare e combattere quel che non riusciamo a capire, anche se il tempo e l’osservazione ci hanno poi dimostrato come spesso sbagliamo nel condannare ad una prima apparenza.

Questo discorso è il motore di Stonehearst Asylum, film di Brad Anderson che adatta per il grande schermo un racconto del terrore di Edgar Allan Poe Il sistema del dr. Catrame e del dr. Piuma. A Stonehearst Asylum, manicomio per malati provenienti da famiglie benestanti, arriva il dottor Edward Newgate (Jim Sturgess), un neolaureato che vuole fare li la sua specializzazione. Il dottor Silas (Ben Kingsley) lo introduce nell’edificio, raccontandogli il particolare metodo che usano per curare i pazienti: lasciarli liberi di esprimere la loro pazzia assecondandogli. A colpire l’attenzione del giovane tra tutti i malati è la bellissima ed elegantissima Eliza (Kate Beckinsale). Inizia così il suo corteggiamento, che sarà però ostacolato dalla scoperta di un terribile segreto che il manicomio custodisce.

Adattamento dicevamo, che però già dall’inizio del film si discosta in maniera netta dal racconto originale. Un racconto che, se fosse stato più letterale – forse sarebbe risultato più cinematografico e convincente di quel che invece è il lungometraggio di Anderson, che parte bene con un’atmosfera tetra che lascia percepire ci sia qualcosa di oscuro nell’aria in piena linea con lo stile di Poe, per poi concludersi come uno dei più banali e insipidi film di sempre. La follia, cinematograficamente approfondita, è un tema che spiegato in un film del genere poteva essere davvero intrigante. Quel che è andato storto è che lo spettatore non riesce ad essere coinvolto nella storia a causa di gravi mancanze di realismo nella sceneggiatura, una pecca troppo grande da essere sottovalutata, che purtroppo manda all’aria anche l’iniziale commedia del tragico-comico davvero interessante.

Il cast spettacolare formato da Jim Sturgess, Kate Beckinsale, Ben Kingsley e Michael Caine non riesce proprio a salvare un film che, per dirla con poche parole, mette a dura prova l’intelligenza dello spettatore. Veramente un peccato.

 

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