Il ricco, il povero e il maggiordomo: recensione film

IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO: ALDO, GIOVANNI E GIACOMO, IL RITORNO IN SALA CON UN FILM GRADEVOLE CHE DIVERTE SENZA ESAGERARE

Il ricco, il povero e il maggiordomoGENERE: comico

DURATA: 102 minuti

USCITA IN SALA: 11 dicembre 2014

VOTO: 2,5 su 5

Tre vite che si intrecciano a causa di un incidente: quella di Giacomo, ricco e cinico uomo d’affari, di Giovanni, suo fedele maggiordomo, e di Aldo, ambulante non in regola. Con la promessa di ricevere mille euro, Aldo non sporge denuncia per essere stato investito, ma i soldi non li vedrà mai, perché Giacomo perde tutti i suoi beni a causa di un inaspettato tracollo finanziario. Abbandonato da amici, colleghi e famiglia il ricco, dal suo amore il maggiordomo, sarà proprio Aldo a prestare loro aiuto, tra mille difficoltà e disavventure.

Arrivati alla loro ottava prova cinematografica, Aldo, Giovanni e Giacomo tornano in sala con Il ricco, il povero e il maggiordomo, ma perdono il brio e la freschezza della comicità degli albori, quella che aveva sbancato non solo al botteghino, ma anche fra i critici (Tre uomini e una gamba, Così è la vita, Chiedimi se sono felice). Certo, il film è gradevole e scorre senza troppi intoppi, ma gli amanti del trio, che aspettavano un loro ritorno al cinema da ben quattro anni, potrebbero rimanere delusi.

Buono calcare la gerarchia fra i tre personaggi fino a generare evidenti contrasti non solo nei comportamenti ma anche nel lessico, giusto esasperarne gli atteggiamenti come puntare sulla mimica molto pronunciata di Aldo, divertente vederli a stretto contatto in ambienti talmente piccoli da mettere a dura prova la convivenza. Sembra però, a tratti, che abbiano quasi paura di non far ridere più, e per questo fanno troppo spesso ricorso alle stesse gag, che saranno anche un classico (come le mani che rimangono chiuse negli sportelli delle auto e nella porte), ma che dalla terza volta non fanno già più divertire. Insomma, da loro ci si aspetta qualcosa di più.

La ricchezza si trova a fare i conti e a doversi abituare alla povertà, anzi, il film sottolinea come il ricco non sarebbe nessuno senza il povero, e in questo periodo di crisi, si cerca anche un risvolto politico da attribuire alla vicenda. Ma la vera novità non sta tanto nella storia quanto nel suo impianto, cioè nel cast di cui il trio si circonda. Abbandonata la formula del 3+1 (Aldo, Giovanni e Giacomo e una donna al loro fianco), alla quale hanno fatto più volte ricorso negli anni e che quasi era diventata un segno di riconoscimento, questa volta il film si arricchisce di personaggi che ruotano intorno al trio. Degna di nota l’interpretazione di Massimo Popolizio, divertentissimo nel particolare ruolo di Padre Amerigo, oppure quella di Guadalupe Lancho, caliente amante del maggiordomo, di Sara D’Amario, moglie di Giacomo dedita al ritocco chirurgico, o ancora di Francesca Neri, alias Assia, seducente donna d’affari.

Ma la vera star è Giuliana Lojodice che nel film interpreta Calcedonia, madre severa di Aldo, che non perde occasione per rinfacciargli i suoi fallimenti, ma che dimostra una dolcezza profonda e dispensa consigli a tutti, dall’alto della sua esperienza di donna d’altri tempi, e che alla fine diventa un po’ mamma anche di Giovanni e Giacomo.

 

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