Alien Worms: un corto di Andrea Ricca

RITORNANO GLI ALIENI “TRASH” IN UN NUOVO CORTO SCI-FI

Alien WormsDella breve durata di soli quattro minuti, Alien Worms ha una trama piuttosto semplice ed esigua. Un uomo, che si rivela subito essere un funzionario governativo, capta la presenza di quelli che hanno tutto l’aspetto di essere extra-terrestri, aventi la bizzarra e poco digeribile forma di grossi vermi (o, se volete, delle gigantesche piante carnivore di Jumanji). Si accende così la divertente battaglia contro gli invasori, tra “arcaici” colpi di pistola e tecnologia futuristica.

Di Andrea Ricca e del suo florido operato abbiamo già parlato precedentemente, proprio in questa rubrica, in occasione dell’uscita di un suo precedente lavoro, ossia (manco a farlo apposta) Aliens Night: quasi che, visti titolo e ambientazione similari con questo, facciano parte dello stesso “universo narrativo”, per dirla all’ultima maniera di Hollywood. Ricca realizza cortometraggi di fantascienza fin dal 1998 e, grazie soprattutto alla piattaforma web di Youtube e alle cifre record di visualizzazioni conquistati, si è ormai fatto un nome, almeno nell'”underground” dell’indipendente. Spider Danger è stato finora, nel 2016, tra i cortometraggi di fantascienza più visti in rete. E non solo, il già citato Aliens Night, infatti, ha catturato l’attenzione perfino del Festival di Venezia.

Alien Worms, come anticipato, si inscrive alla perfezione nel mondo non solo diegetico, ma soprattutto formale dell’istrionico filmaker. Un mondo fatto di mostri e alieni bizzarri, assurdi, quasi caricaturali e pieni di riferimenti alla tradizione passata del genere. Anche quest’ultimo corto non è da meno, richiamando dichiaratamente un certo stile anni ’90, con film come  Tremors Men in Black (basti vedere l’automobile colma di gadget del protagonista-specialista).  Andando ancor più indietro, però, per la precisione al 1987, gli alieni splatter e disgustosi ricordano quel cult chiamato Bad Taste, e con il Peter Jackson degli esordi Ricca condivide il gusto per il trash di serie “Z” di stampo sci-fi e ovviamente la produzione altamente low-budget (certo, con mezzi completamente differenti).

A chi si approccia per primo alla filmografia dell’autore nostrano, o a chi semplicemente s’imbatte casualmente su Youtube in uno dei suoi corti, il tutto apparirà infatti perlopiù di basso livello, almeno superficialmente. Il low-budget, però, spesso scusante fin troppo abusata da tanti colleghi, in Ricca diventa davvero a “costo zero”, il quale si serve solo di un computer e di una videocamera FullHD e assumendosi interamente la totalità degli oneri tecnici (o quasi: in questo caso è stato supportato da Emanuele Taddei per la modellazione dell’astronave, e di Tom Drinovsky per quella dei vermoni spaziali). Il risultato finale, grottesco e folle, emerge in tutta la sua consapevolezza artistica, divertita e divertente, facendo di Ricca uno degli esponenti più singolari e unici del cinema indipendente di marca italiana.

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