La realtà virtuale sbarca a Venezia 73

JESUS VR: LA STORIA DELLA VITA DI CRISTO PROTAGONISTA DEL PRIMO FILM INTERAMENTE PRODOTTO CON LA REALTÀ VIRTUALE E PRESENTATO IN ANTEMPRIMA A VENEZIA 73. PRESENTI ANCHE LE COLLABORAZIONI TRA GABO ARORA E LE NAZIONI UNITE

jesus-vrVenezia 73 corre al passo coi tempi, anzi in un certo senso li precorre proponendo un’assoluta novità, ossia la relatà virtuale. In programma, infatti, una selezione delle scene del film che rivoluzionerà per molti il modo di andare “al cinema” questo Natale, periodo per cui ne è programmata la distribuzione, o meglio la vendita sui dispositivi abilitati.

Il titolo, prodotto dalla canadese casa di produzione Autumn Productions ma a cui ha collaborato una folta troupe italiana, è Jesus VR. Uno dei personaggi più importanti della nostra civiltà è quindi protagonista di questa nuova tecnologia, la realtà virtuale, già sulla bocca di tutto il lido. Sì, perchè qui alla Mostra del Cinema di Venezia è stata appositamente aperta una sala chiamata VR Theatre, con alcune decine di postazioni rotanti e caschetti dedicati alla visione, decisione che probabilmente aprirà per le future edizioni alla proiezione di altri film del genere.

Come funziona? La realtà virtuale permette di vedere un film ovunque si vuole semplicemente indossando uno speciale visore, proprio come mettersi un paio di occhiali.  Il risultato è entusiasmante: ogni spettatore è regista del film, decide di inquadrare a suo piacimento ciò che preferisce, focalizza l’attenzione su dettagli che altrimenti sarebbero esclusi dell’occhio della macchina da presa, che si trova proprio nel mezzo della scena e riprende tutto a 360 gradi. Ma il prodotto è ancora imperfetto: quello che si ha davanti agli occhi a distanza esageratamente ravvicinata nient’altro è che lo schermo di uno smartphone di cui si vedono chiaramente i pixel e su cui la scena è spesso non a fuoco.

Come potete immaginare questo non è cinema, ma qualcosa che forse riusciremo a definire in un futuro ancoraGabo Arora Ebola lontano. Eppure qualche lavoro interessante già c’è (quanto meno per l’intenzione). La scaletta in programma a Venezia non prevede solo l’anteprima di scene selezionate da Jesus vr, ma anche altri progetti. Alcuni sono stati realizzati dal regista Gabo Arora  in collaborazione con le Nazioni Unite e trattano storie di popolazioni africane e mediorientali. Fra queste quella di una bambina siriana accolta in un centro in seguito alla fuga dalla sua terra o quelle di una donna che ha sconfitto l’ebola in Liberia. Altro progetto è il teaser Our Baby, che rende lo spettatore interprete del film: è possibile infatti assistere a questo esperimento di realtà virtuale, un corto studiato in soggettiva in cui lo spettatore guarda attraverso gli occhi del protagonista, un bebè al momento della nascita.

Una tecnologia affascinante, un nuovo confine della visione filmica che però porta inevitabilmente a fare una riflessione: tutto ciò quanto ci porterà, a lungo andare, lontani dal cinema come lo conosciamo adesso, e soprattutto come renderà l’uomo stesso?

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