Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni

ZABRISKIE POINT, IL CAPOLAVORO AMERICANO DI MICHELANGELO ANTONIONI, VISTO PER VOI NELLA RUBRICA CINEMA DI IERI (1970)

zabriskie point locandinaZabriskie Point è l’undicesimo film di Michelangelo Antonioni, il secondo della trilogia in lingua straniera completata da Blow up e The Passenger. Il film uscì nel 1970 e fu girato interamente negli Arizona, Antonioni nel realizzarlo si avvalse di un cast tecnico di assoluto valore composto tra gli altri da Alfio Contini alla fotografia ( fotografo de il sorpasso e il portiere di notte) e dei Pink Floyd alle musiche.
La storia si apre su una riunione studentesca di un università di Los Angeles, dove a discutere su cosa e come protestare emerge Mark, che con atteggiamento annoiato e di superiorità afferma di essere disposto solo ad azioni risolute e senza arretramenti.

La miccia che fa esplodere e quindi iniziare il film e proprio nello scontro con il polizia che segue la riunione, dove Mark (Mark Frechette) si troverà “suo malgrado” a dover fuggire. La fuga lo porta in un aereo club privato dove ruba un monoelica e scappa in volo verso il deserto. Nel frattempo ci viene presentata Daria (Daria Halprin) davanti ad un grande edificio nel quale non le permettono di entrare sino all’arrivo di un uomo d’affari per il quale lavora e con il quale sembra trasparire ci sia un rapporto affettivo. Subito dopo ritroviamo Daria in macchina dirigersi verso Phoenix.

Nel deserto, nei pressi di Zabriskie Point avviene l’incontro tra Mark in elicottero e Daria in macchina. Il ragazzo dopo aver volteggiato vicino alla macchina con il suo mono elica atterra e chiede un passaggio alla ragazza. L’incontro tra i due è il cuore pulsante e motore del film e porterà conseguenze che spazieranno dal sesso sino alla morte.

Il contesto storico in cui fu distribuito il film caratterizzato era da grandi spinte rivoluzionarie e controspinte reazionarie, era il periodo della contestazione giovanile, il ’68, Malcom X e il Dottor King, il Vietnam e gli hippie. Antonioni propose a questa America un film sull’amore” e sulla lotta al “sistema” scegliendo come protagonisti due ragazzi: uno apertamente “against” ,antagonista, a tutto e a tutti e una “out” ,fuori, dal “sistema” inteso come mondo delle lobby e delle grandi imprese.

Il film venne accolto con disprezzo e sufficienza dalla critica americana che lo inquadrò come una banale e limitata visione degli Stati Uniti. “Sfortunati i popoli che hanno paura dei poeti” scrisse Cino Miccichè negli anni ’70 in risposta alle feroci critiche degli americani. La rivalutazione di questo film all’estero è piu’ recente e passa anche dalle parole di Peter Bondanella, gradissimo storico del cinema, che lo defini’ “un film sottovalutato e eccessivamente violentemente criticato”.

Per apprezzare al meglio quest’opera come suggerisce Antonioni va compresa la volontà del regista (come ammesso dallo stesso regista) di realizzare un film di sensazioni e immagini che non pretende di spiegare l’America ma che cerca semplicemente di fotografarne una piccolissima parte. Il film è un viaggio appassionato fra numerosissimi temi: dall’amore alla rivoluzione, dall’individualismo alla morte ,dall’anticonformismo alla ribellione.

Da citare la scena finale che sintetizza il tutto con una pirotecnica esplosione accompagnata in sottofondo dalla meravigliosa “ Careful with that axe eugene” dei Pink Floyd. Zabriskie point è il poema dolce accorato e dolorosamente attonito dell’innocenza e dell’oppressione”.

 

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