The disaster artist: recensione

IN THE DISASTER ARTIST JAMES FRANCO VESTE I PANNI DELL’ANCORA MISTERIOSO TOMMY WISEAU PER RACCONTARE LA GENESI DEL FILM PEGGIORE DELLA STORIA DEL CINEMA

the disaster artistGENERE: commedia/biografico

DURATA: 104 minuti

USCITA IN SALA: 22 febbraio 2018

VOTO: 3,5 su 5

Può “uno dei migliori film dell’anno” essere ispirato al peggiore film della storia del cinema? Sì, se il film in questione è The disaster artist, ricostruzione delle riprese dello sconclusionato The room, diventato nonostante tutto un cult. Datato 2003, questo strano lungometraggio, senza continuità né senso, è incentrato su un triangolo amoroso dal finale tragico. Scritto, diretto e prodotto da Tommy Wiseau, The room è uno dei peggiori film della storia (con 1.800 dollari di incassi in due settimane), che grazie proprio a questa fama è riuscito col tempo a diventare un cult di successo, protagonista indiscusso delle proiezioni di mezzanotte.

James Franco interpreta Wiseau, questa figura enigmatica e misteriosa, stramba nell’aspetto e ancor più nei comportamenti, che è arrivato ad Hollywood dal nulla e ha sborsato di sua tasca 6 milioni di dollari per realizzare il suo primo e unico film. Al suo fianco Dave Franco nel ruolo dell’amico di Wiseau Greg Sestero, giovane attore approdato a L.A. col sogno di sfondare, e al quale Wiseau propone la parte di coprotagonista nel suo film.

Dopo 10 anni da questa vera e propria avventura, Sestero pubblica The Disaster Artist, in cui racconta del suo trasferimento, dall’amicizia con Tommy (conosciuto in una scuola di recitazione di San Francisco) e di quanto accaduto durante le riprese. Il caso ha voluto che una copia, ancor prima della pubblicazione, è finita nelle mani di Franco, che ne è rimasto catturato. Ha così scritto, diretto e interpretato la versione cinematografica di questo libro, ed è ad oggi candidato agli Oscar come Miglior sceneggiatura non originale.

Attraverso questo dietro le quinte, Franco non solo ironizza su questo personaggio strambo e misteriosissimo (ad oggi ancora non si sa nulla di lui, da dove arrivi e neanche la sua età), ma riesce a creare un quadro ben chiaro delle follie dell’industria cinematografica hollywoodiana. Un’opera metacinematografica, insomma, che non risparmia al pubblico le risate man mano che il film procede. Anzi è spassoso vedere come con l’andamento delle riprese, Tommy appaia sempre più spaesato, inconsapevole e incompetente, e ciò non fa altro che accrescere il divertimento dello spettatore.

Inoltre è incredibile il lavoro di precisione effettuato sul film di Wiseau, ben visibile nei titoli di coda, in cui si mettono a paragone le scene originali di The room con quelle riprodotte da James Franco, che per la sua interpretazione, si è giustamente aggiudicato il Golden Globe.

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