Klimt & Schiele. Amore e psiche: recensione

UN EVENTO DI SOLI TRE GIORNI, DAL 22 AL 24 OTTOBRE, CHE VEDE IL CONNUBIO TRA CINEMA E ARTE FIGURATIVA: KLIMT & SCHIELE. AMORE E PSICHE, IL NUOVO APPUNTAMENTO DISTRIBUITO DA NEXO DIGITAL

Klimt_SchieleGENERE: docufilm

DURATA: 75 minuti

USCITA IN SALA: 22, 23 e 24 ottobre 2018

VOTO: 4 su 5

Nel centenario della morte, avvenuta nel 1918, il film Klimt & Schiele. Amore e psiche celebra i due artisti dell’impero asburgico simbolo del cambiamento. Affinché l’opera dei due pittori abbia un effetto deflagrante nella sensibilità dello spettatore, il docu-film inizia in maniera spettacolare dalla fine, da quel fatidico 1918 anno della conclusione della rovinosa Prima Guerra Mondiale, del declino dell’impero austro ungarico, della scomparsa di molto artisti, oltre ai Nostri anche Otto Wagner, Koloman Moser.

Arianna Marelli, autrice della sceneggiatura, scrive un testo che parte dalla la frattura con il passato e crea il ponte con il secolo breve, il secolo della psicanalisi, dell’emancipazione della donna, della nascita di quelle mode e consuetudini che si trovano ancora oggi nella sfavillante Vienna del secondo millennio.

E’ lei infatti l’assoluta protagonista della pellicola. La città, che disvela tutte le sue bellezze: le sale dell’Albertina, del Belvedere, il Kunsthistorisches Museum, il Leopold Museum, ma anche il gloriosi caffè cittadini, punto di ritrovo di artisti, musicisti e letterati, le sale da ballo dove avevano luogo le sfrenate sere danzanti viennesi, le pasticcerie che seducono con le loro sachertorte.

La Vienna dell’appagamento dei sensi è il contenitore dell’erotismo delle tele di Schiele e Klimt. Ai corpi nudi, ritratti senza alcun velo, senza alcuna protezione dall’occhio di chi guarda, Schiele affida le più profonde emozioni umane, tutte le sfumature dell’angoscia, del turbamento, del desiderio. Klimt incornicia la sensualità della carne in motivi astratti, che riprendono trame e orditi preziosissimi richiamanti i tappeti floreali dei grandi giardini nobiliari. Dove l’oro conduce alle sfere alte del pensiero e dell’immaginazione invece troviamo il corpo carnale e realistico delle sue donne. Presenti, sicure di sé.

Per la prima volta moderne protagoniste del quadro, più che modelle di una semplice composizione estetica. Il viaggio nella mitteleuropa è condotto da una guida d’eccezione: l’attore Lorenzo Richelmy, ma altre voci contribuiranno al racconto, come quella della modella Lily Cole che leggerà alcuni brani letterari, fino a
quelle delle interviste al neuroscienziato Eric Kandel che spiega le connessioni tra apparato cerebrale e arte, pianisti quali Rudolf Buchbinder che ci portano nelle atmosfere musicali di Gustav Mahler, storici dell’arte quali Alfred Weidinger e Jane Kallir che racconteranno l’età d’oro della Secessione Viennese.

Klimt & Schiele. Amore e psiche è diretto da Michele Mally, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital: senz’altro un ottimo prodotto di divulgazione artistica, raffinato e di grande impatto visivo. Un po’ ridondante e artefatta la presenza di Richelmy che in maniera enfatica (sicuramente accentuata dal doppiaggio italiano) cita autori e introduce argomenti, che vengono invece esaminati in maniera molto più convincente da studiosi ed esperti del settore che conoscono realmente la materia di cui si parla.

Un po’ difficile per il vasto pubblico potrà sembrare la struttura enciclopedica del lungometraggio, che tocca come scatole cinesi moltissime tematiche importanti e monumentali che non vengono sviscerate nella loro essenza, proprio perché numerose e di grande profondità (la psicanalisi di Freud, la nascita della donna moderna, la decadenza dell’impero, il teatro sensuale di Arthur Schnitzler, la musica nuova, il salotto di Berta Zuckerkandl) tutto nella pellicola che dovrebbe essere dedicata, come annuncia il titolo, a due figure già di per sé maestose della storia dell’arte, ma che in realtà sono il veicolo per parlare della bellissima e decadente capitale dell’arte europea che fu Vienna.

Marianna Cozzuto

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