I’m not okay with this: curiosità

ALCUNE CURIOSITÀ PER ACCOMPAGNARE LA VISIONE DELLA SERIE TV I’M NOT OKAY WITH THIS, DISPONIBILE SU NETFLIX

I'm not okay with thisSidney è un’adolescente introversa, con alle spalle il suicidio dell’amato padre e un rapporto difficile con la madre, con la quale vive insieme al fratellino in una anonima cittadina americana di periferia. Tra difficoltà scolastiche, problemi familiari e scoperta della propria sessualità, si aggiunge un nuovo ostacolo a renderle le giornate più difficili: l’arrivo di superpoteri di telecinesi che si manifestano quando prova delle forti emozioni.

I’m not okay with this è un nuovo dark teen drama firmato Netflix, disponibile da fine febbraio sulla piattaforma streaming. Perfetta per il bingo watching, i suoi sette brevi episodi coprono appena 140 minuti di durata. Come è stato per altri show del canale, anche questo prodotto si presenta come una serie per adolescenti ma perfettamente orientabile anche agli adulti. Scopriamo insieme alcune curiosità per saperne di più e accompagnarne la visione.

I’m not okay with this è una serie tv ispirata al graphic novel più recente pubblicato da Charles Forsman, già autore del fumetto che ha ispirato The End of the F***ing World.

La serie è stata girata a Brownsville, in Pennsylvania. La cittadina, situata vicino Pittsburgh, è stata scelta in quanto Pittsburgh è la città natale di Forsman, il quale l’ha sempre immaginata ambientata lì, lontano dai soliti cliché che vedono le storie di supereroi svolgersi nelle più gettonate California o New York.

La supereroina protagonista è interpretata dalla giovane Sophia Lillis, già apprezzata nel remake cinematografico di It e che a breve vedremo al cinema in Gretel e Hansel. Al suo fianco c’è, nel ruolo dello strambo Stanely Barber, Wyatt Oleff, suo stretto amico anche nella vita privata nonché co-star in It.

Sono molti i punti in comune con un’altra serie Netflix, cioè The End of the F***ing World. Le due infatti condividono lo stesso regista Jonathan Entwistle e lo stesso compositore che si è occupato delle colonne sonore (Graham Coxon). A sottolinearne il legame, la presenza di alcuni easter egg.

Netflix sembra sia seguendo una nuova tendenza, che spesso ripropone con successo: sta ambientando i suoi show in spazi temporali non ben definiti (Stranger Things, Sex education). Lo stesso accade per I’m not okay with this, dove accanto agli smartphone troviamo anche i VHS e gli sterei a cassette.

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