The Conjuring – Per ordine del diavolo: recensione

THE CONJURING 3: LA SAGA COMINCIA A MOSTRARE LA CORDA, RIESCE A SPAVENTARE MANCANDO PERÒ DI CARATTERE E ORIGINALITÀ

DURATA: 112 minuti

USCITA: 2 giugno 2021

VOTO: 2.5 su 5

the-conjuring-3 per ordine del diavoloIl nuovo capitolo nella saga dei coniugi Warren, investigatori dell’occulto, segue con precisione tutte le tematiche di ogni horror che si rispetti: esorcismi, presenze demoniache, riti satanici e essere umani posseduti dal demonio.

Il film non perde tempo e afferma gli intenti sin da subito, sin dalla sequenza d’apertura: un intenso ed esagitato esorcismo di un bambino di nove anni. La sequenza finisce per essere il punto più alto del film, ma è anche quella che mette in moto la vicenda. Il demonio esce con successo dal corpo del minore, per possedere però quello del fidanzato della sorella maggiore. Il che lo spingerà ad un omicidio, per ordine del diavolo, come da titolo. Ai coniugi Warren il compito di dimostrare l’incapacità di volere del ragazzo, avviando le proprie indagini nel paranormale e sfidando la diffidenza della società.

La pellicola di Michael Chaves non aggiunge nulla di nuovo al genere, tuttavia è senz’altro un passo in avanti rispetto agli spin off di Annabelle, che erano tutto fumo e niente sostanza. Chaves, noto per La Llorona, applica con padronanza il suo stile, giocando sulla suggestione, sulle apparizioni dal nulla e puntando molto sugli effetti sonori, sparati ad un volume altissimo, al fine di creare il terrore nello spettatore.

La storia è venduta come fatto realmente accaduto, come da tradizione nella serie, e quanto sia effettivamente vero e quanto millanteria non sta certo a noi dirlo, lasciamo la decisione alle credenze di ognuno. Presa per quello che è, la pellicola a conti fatti si limita a fare il proprio compitino, senza infamia, senza lode. Gli appassionati potranno ritenersi soddisfatti, la sceneggiatura fa la spunta ad ogni tassello previsto dal genere, a cominciare dalla ripresa di spalle della silhouette del sacerdote che scende dal taxi e si appresta ad entrare nella dimora per effettuare l’esorcismo. Non c’è niente che non sia già stato visto e in alcuni punti perde anche di credibilità. Per citare un esempio l’handicap che forza Ed Warren prima sulla sedia a rotelle e poi a camminare col bastone, va e viene a seconda dalla necessità.

La poca originalità abbassa l’interesse per la trama al minimo, a sostenere la baracca ci sono solo le interpretazioni di Vera Farmiga e Patrick Wilson, i quali conoscono ormai i personaggi a menadito e sono talmente calati nella parte da rendere intrigante qualsiasi cosa. Quello che rimane quindi è l’equivalente di una giostra da luna park, un tunnel dell’orrore, nel quale si entra con la consapevolezza di provare il brivido dello spavento facile, godendo dello stesso, ma una volta usciti si è già pronti a passare oltre, alla prossima esperienza.

 

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