Uomini di dio: recensione

L’AMORE CHE VINCE SULLA RAGIONE E L’ISTINTO DELL’UOMO

Alla domanda di cosa parla uomini di Dio la risposta può racchiudersi in un’unica parola, Amore. Non l’amore inteso come mera passione tra innamorati, ma un sentimento profondo che si esprime verso il prossimo e va al di là di ogni preconcetto, che può presentarsi davanti all’essere di diversa nazionalità, religione o ideologia politica.

L’amore degli otto monaci francesi cristiani nei confronti della comunità del villaggio algerino dove si trova il loro monastero è puro, è un sentimento che li porta ad aiutare le persone, a curarle, assisterle ma anche a gioire e festeggiare con loro. Condividono gioie e dolori e sono consapevoli di rappresentare per il villaggio un punto di riferimento, e questo li condurrà a rimanere al loro fianco, a costo di mettere a repentaglio la loro stessa vita.

Una decisione presa in maniera consapevole ma non senza dubbi o paure, hanno la fede dalla loro parte sono pur sempre uomini, anche se di Dio.

Ognuno di loro ha una storia, un motivo per cui rimanere o partire, nei loro volti appaiono evidenti le paure e le certezze. Prenderanno la decisione di rimanere in modo autonomo, attraverso un percorso personale, fatto di cuore, fede e soprattutto di coraggio.

Il regista, Xavieri Beauvois, riesce in modo eccepibile a descrivere una realtà complessa e difficile da raccontare, utilizzando un linguaggio semplice ed efficace.

Un film in certi momenti lento, ma assolutamente da non perdere.

Francesca Vennarucci

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